MARGIELA | The Hermès Years

Quando nel 1997 Martin Margiela prese la guida di Hermès, la stampa dichiarò apertamente di avere grosse aspettative. L’industria della moda attendeva stravolgimenti sostanziali delle linee raffinate della Maison francese ma, quando questo non accadde, in molti vinse un senso di frivola insoddisfazione.

 

 

Dallo scorso Marzo – e fino al 27 Agosto 2017 – il MoMu (Mode Museum) di Anversa ospita una “retrospettiva” tutta dedicata alla parentesi stilistica del designer belga nell’universo Hermès. L’esposizione nasce dalla necessità di raccontare, comprendere e rielaborare quel percorso incompreso. Essa è forse strettamente correlata anche al crescente interesse – di collezionisti e amanti della moda – per i pezzi d’archivio firmati Maison Martin Margiela.

Lo stilista di Genk, considerato membro onorario del collettivo The Antwerp Six, si forma alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa e trascorre gli anni 80/90 a sperimentare e a costruire la sua reputazione di stilista visionario e avant-garde. Strappa, scuce, macchia, decostruisce e rovescia letteralmente la percezione di stile dando un tocco innovativo, bizzarro e seducente alla moda.

Nel 1998 Martin Margiela presenta la sua prima collezione A/I per Hermès. In passerella sfilarono abiti eleganti dai colori neutri in un’escalation di beige, cammello e grigio. Nessuna rivisitazione delle icone della Maison francese, né “una Birkin divisa in due”. Le aspettative furono ampiamente disattese.

 

La mostra raccoglie e rimette insieme alcuni capi per esplorare lo stilista nella sue duplice abilità.

 

Il bianco da un lato e l’arancio dall’altro sono i due specchi attraverso i quali, il MoMu e la curatrice Van Godtsenhoven vogliono presentare i due lati di una medaglia così diversi ma allo stesso tempo speculari. Sullo sfondo bianco l’archivio di MMM e su quello arancio la sofisticata eleganza di Hermès.

Una continuità narrativa e stilistica che emerge capo dopo capo e mette in luce quanto lo stesso uomo, la stessa mente nonché lo stesso stilista si sia approcciato a due prodotti opposti eseguendoli semplicemente in modo similare.

 

Infatti con la Maison omonima Margiela esplorava l’incompleto, trasformando quei dettagli imperfetti – come l’utilizzo improprio delle fodere o le elaborate decostruizioni – nella sua firma distintiva. Con Hermès, invece, si affidò alla maestria artigianale dell’Atelier che rendeva quegli stessi dettagli invisibili.

Comodità e stile. Soluzioni funzionali ed eleganza. Come “Vareuse” il maglione double-face –  della collazione pret-a-porter AW 98 di Hermès – con un profondo scollo a V che consentiva di sfilare il capo dalle spalle e annodarlo in vita senza sfilarlo dalla testa e rischiare di intaccare un’acconciatura perfetta.

Attraverso capi d’archivio, interi outfit, video e fotografie – il MoMu mostra il genio di Margiela mettendo in risalto la costruzione degli indumenti e i mille modi in cui possono essere indossati. Ne evidenzia il profilo umano, l’appassionata ricerca di stile e la cura per la donna e i suoi bisogni in fatto di abbigliamento. “Margiela: The Hermès Years” è il modo perfetto per riconsiderare in maniera oggettiva il lavoro svolto dallo stilista Belga tra il 1997 e il 2003 per Hermès ed entrare in contatto con uno degli stilisti più rivoluzionari del suo tempo.

Enquire consiglia a chi si trova nei dintorni di Anversa di cogliere l’occasione per visitare l’esposizione presso il Mode Museum e, a tutti gli altri curiosi, di dare un occhio al sito Byronesque.com dove potreste trovare il pezzo d’archivio che manca dal vostro guardaroba.