DISOBEDIENT BODIES: JW ANDERSON

Lo scorso 18 Marzo ha aperto alla Hepworth Wakefield Gallery la mostra “Disobidient Bodies”, curata dallo stilista anglosassone JW Anderson.

 

Sono serviti due anni per progettare questa mostra nel tempio Inglese dell’arte contemporanea disegnato da David Chipperfield. Oltre 100 oggetti esposti in comunicazione tra loro, “corpi” disobbedienti che litigano, discutono, si divertono e mostrano come l’arte comunichi naturalmente con la moda.

 

 

Il forte desiderio di Anderson di condividere la sua profonda passione per l’arte moderna e contemporanea – nonché il desiderio della Galleria di avviare una collaborazione multidisciplinare – ha fatto si che “Disobedient Bodies” prendesse vita e ottenesse entusiastiche recensioni.

disobedient bodies jw anderson

In molti hanno tracciato il percorso di questo binomio creativo: Dries Van Noten con la mostra “Inspiration” e il museo Salvatore Ferragamo con “Tra Arte e Moda” – per citarne alcuni. Secondo Anderson questa è l’occasione perfetta per analizzare la percezione del corpo umano nel corso degli ultimi due secoli secondo artisti, artigiani e stilisti. Il momento giusto di esplorare la forma umana nell’arte e affrontare il discusso tema del “genere”.

disobedient bodies jw anderson

Il percorso prende vita in maniera spontanea e così “Reclining Figure” di Harry Moore, una scultura in legno del 1936, comunica con il “Cone Dress” di Jean Paul Gaultier – noto ai più per essere stato indossato da Madonna. Un abito imbottito firmato da Rei Kawakubo giace ai piedi di un’opera di Brancusi e il “Column Dress” in chiffon nero con corsetto in rame di Yves Saint Laurent è situato di fronte alla scultura astratta “Perforated Torso” di Maria Bartuszova.

 

Molto di tutto ciò che appariva radicalmente innovativo all’epoca appare classico oggi e, con il senno di poi, è interessante osservare ciò che è diventato iconografico con una percezione attuale.

disobedient bodies jw anderson

Anderson sprona il visitatore a mettere due pezzi a confronto ed osservarli in una nuova luce, costringe l’osservatore ad una reazione visiva ed immediata portandolo ad una personale interpretazione dei pezzi in conversazione tra di loro, per questo non ci sono didascalie ma solo un testo introduttivo all’inizio della mostra.

 

La riflessione di Anderson spazia tra i generi e le tematiche, unisce ed ascolta, comunica e s’interroga sul nuovo sentimento moderno che mira ad isolare invece di coinvolgere. Da sempre creatività segue l’impulsivo istinto umano di unire e non di dividere così come l’arte fa con la moda e viceversa.

ENQUIRE_DIBOBEDIENT BODIES JW ANDERSON

Per coloro che si trovano nel Regno Unito o programmano di andarci, “Disobedient Bodies” rimarrà aperta fino al 18 Giugno. A detta di Vogue e Vanity Fair “non ci sono scuse per perdere questo progetto di ri-contestualizzazione artistica che trascende dal fascino della passerella”.