Enquire incontra The Van Houtens

Look copertina
Karen indossa: cappotto in pied de poule Paltò, top trasparente con occhi ricamati Ottod’Ame e pantaloni optical Alan Red.
Alan indossa: cappa con dettaglio in pelle YB Yellow Button, camicia con stampa micro paisley Mitchumm Industries, pantaloni stylist’s own e occhiali da sole tondo Rayban.

The Van Houtens, Alan e Karen da Verbania, con il sangue anglofono nelle vene, dal 2008, grazie a una sana autoironia e una variopinta aura indie chic, ci divertono con coinvolgenti hit, molto apprezzate anche dai bambini.
“Vogliamo essere la colonna sonora felice della gente felice che però si accorge di non essere tanto felice ed allora si deprime” afferma Alan, cresciuto, come tutti i trentenni a suon di Beverly Hills 90210 e Non è la Rai.

Nati virtualmente sul primo baluardo dei social network, MySpace, vengono contattati dalla multinazionale McDonalds per il promo del Chicken Gourment, diventando da subito “il caso della band indipendente scelta da una delle più grandi multinazionali della Terra”.
Dal Junk food allo Slow food ed ecco che si presentano a X-Factor, nel 2015, con un brano dedicato al re dei tortellini, Giovanni Rana, diventato presto tormentone.

Britaliani fino al midollo, tanto da dedicare alla caratteristica un EP, i loro album vengono masterizzati a Londra pronti per calcare le scene dei club indipendenti italiani, come il Rocket, il Circolo Magnolia, il Teatro Parenti e l’Elita.

Enquire li incontra in un barber shop meneghino e li coinvolge, tra una curiosità e l’altra, in un divertente shooting fotografico.

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Karen indossa:abito in organza con cerchi multicolor Cote, occhiali Alicia Eye Love sunglasses, orecchini cerchi con fiocco Sharra Pagano e cappello in feltro Levi’s.
Alan indossa: track jacket con profili Fred Perry, T-shirt con scollo a barca Freitag, pantaloni a zampa con fantasia animalier Marco Corso e occhiali Walter Eye Love sunglasses.

I Van Houtens sono nati virtualmente per poi diventare “carne e ossa” solamente nel 2011 quando, a seguito di un annuncio, la famiglia si è allargata per esibirsi nei club indipendenti fino al riconoscimento nazional popolare di X-Factor.
I Britaliani di allora in cosa sono cambiati?

Karen: In cosa siamo cambiati in questi anni?
Alan: Mah in realtà abbiamo fatto i soldi, adesso infatti indossiamo pellicce e vestiti costosi. No, a dire il vero sono stati presi in prestito dagli showroom.
Karen: No, i soldi non li abbiamo fatti però abbiamo suonato in giro per diversi club.
Alan: Ci siamo divertiti dai! abbiamo fatto un tour-tellino che ci è piaciuto tanto, sempre supportati da Giovanni Rana.
Karen: Abbiamo imparato a suonare meglio gli strumenti…
Alan: Si questo Karen che accordo è?
Karen: Non me lo ricordo…
Alan: Do maggiore!

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Dal Chicken Gourmet ai tortellini di Giovanni Rana, le filastrocche dei Van Houtens, passano dalla tavola alle dichiarazioni d’amore per l’attore Robert Downey Jr. Da dove giungono le idee in grado di creare melodie così facilmente orecchiabili e dal sound anni’80?

Alan: Vado io, ma no in realtà adesso ho perso la mia creatività. Sono in un periodo di crisi espressiva ma comunque in forma. Ho preparato quattro album e ho tutte le cose già pronte da anni. Quindi per i prossimi quattro anni siamo a posto.

Karen: Alan ha dodici cartelle sul computer pronte per tutti gli anni successivi.

Alan: Si, perchè ora non mi viene in mente niente, cioè non so più cosa scrivere. Boh!

Fratelli serpenti, raccontateci ciò che è accaduto tanto tempo fa con il magazine XL, quando la batterista dei Van Houtens, la fantomatica Lia19, è stata contattata per un editoriale dedicato alle cinque musiciste più cool dello Stivale.

Alan: Si XL chiamò perchè voleva fare un’intervista con le cinque musiciste super cool non sapendo che Lia19 fosse una pornostar che avevo scelto dalla sua pagina Myspace.
Il gruppo non c’era ancora, allora ho chiamato il numero 3772835…
Karen: No stai zitto è il mio numero di telefono! ha chiamato me ovviamente.

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Alan: Ho chiamato Karen e lei si è presentata con le bacchette…
Karen: Io ho ricevuto la telefonata e beh ho accettato. Sono andata sul set con due bacchette acquistate la mattina stessa e mi sono presentata come Lia19, che tra l’altro era una biondazza di quelle spaventose, e secondo me tutti si aspettavano altro. Però è stato divertente.
Alan: C’è anche da dire che siamo durati più noi di XL percheé la rivista è stata chiusa. Noi non ancora, presto si.
Karen: C’erano varie ragazze tipo Alessandra Contini de Il Genio e altre musiciste.
Alan: C’era anche Gigi d’Alessio con la parrucca da donna, come servizio è stato figo.
Karen: Durante tutta l’intervista continuavano a chiedermi quanto fossi una ragazzaccia ribelle, percheé gli uomini non dovrebbero sposarmi e io ero li e dicevo mah! veramente io sono abbastanza buona. Mi avevano truccata in modo molto aggressivo ed ero consapevole di essere finita in un mondo assolutamente sconosciuto, però divertente. Poi da lì è partito il tutto percheé Alan ha deciso di includermi realmente nel progetto.

Come usciti dalla macchina del tempo, il vostro look è una perfetta fusione tra la Swinging e la Club Culture londinesi e i baluardi del pop rock italiano, come Franco Battiato e Enrico Ruggeri. Come scegliete il vostro guardaroba di scena che si presume sia anche quello quotidiano?

Karen: Per quanto riguarda me adoro curiosare nei vecchi guardaroba di nonna e di mamma e indossare ciò che trovo. Alan è un po’ più precisino infatti a volte mi controlla, quindi è lui lo stylist del gruppo.
Alan: Ma lei si veste sempre di marrone porca miseria sembra un tronco!

Karen: Ma a me piace il marrone!
Alan: Ma il marrone andava di moda nel ’71! in realtà quando facciamo gli shooting quello che mi fanno indossare per le interviste lo prendo e scappo via!

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Look foto 3, 4, 5, 6)
Karen indossa: cappotto over con spilla Luca Sciascia, abito stampato Marianna Cimini, stivale alto in pelle Marios e cappello rigido a tesa larga Stetson.
Alan indossa: pelliccia eco multicolor AnnaKiki, maglia a righe e jeans skinny 711 Levi’s, stivaletto suede Zign visto su Zalando.it, occhiali da sole aviator Ray-ban e papillon scarabeo in platino Cor sine labe doli.

Con l’ambizione di essere candidati ai Grammy Awards, l’8 giugno è uscito il vostro nuovo singolo accompagnato sui social dall’annuncio, dell’oramai primo sostenitore, Giovanni Rana. Descriveteci questo lavoro e dateci qualche anticipazione inerente quelli che verranno.

Karen: Il primo singolo Luna Park è il primo pezzo interamente in italiano dei Van Houtens perché, come sapete o come non sapete, i precedenti pezzi erano in inglese o in britalian, il mix tra inglese e italiano. Siamo un po’ preoccupati a dir la verità perché non sappiamo cosa aspettarci e quale sarà la reazione del nostro pubblico.

Alan: Bisogna capire che l’intervista andrà sarà pubblicata quando il video sarà già uscito. Quindi è andato benissimo, è stata una figata, porca miseria un milione e mezzo di view in due giorni non me le aspettavo. Ma poi hai visto anche su Radio Uno che sta andando tanto… mamma mia che roba. Io non me lo aspettavo perché quando l’ho scritto ho detto boh!

Karen: è vero Alan non era convinto di questo pezzo per diversi motivi.
Alan: Non è vero che non sono convinto, Karen a quest’ora ha un problemino, ecco perché esce spesso con Grignani. Giornali di gossip ultimamente ne hanno parlato. Tutti fighi gli altri pezzi. A settembre lanciamo il nuovo album che non ha ancora un titolo. Ditemi una parola a caso?

Alessia: Gilet! (Alan ha fatto molta fatica a indossare i gilet presenti nel guardaroba)
Alan: si chiamerà gilet. Fra-gilet. Si non ha ancora un titolo, uscirà a settembre e sarà abbastanza carino.
Karen: Noi speriamo.
Alan: No te lo dico sono fighe le canzoni.

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Crediti
Ph: Matteo Di Pippo
Fashion editor: Alessia Caliendo
Hair: Hands Milano
Make Up: Elena Gentile
Fashion assistant: Alessandro Milzoni