A chiacchiera con Diego Diaz Marin

Colori accesi, decisi, vibranti. Cieli tersi o interni claustrofobici nei quali domina, indistintamente, un tripudio di turchese che fa da sfondo a soggetti provocatori ed intrisi di sottile ironia. La fotografia di Diego Diaz Marin, sotto l’aspetto cromatico come nei temi, si direbbe che non conosce mezze misure: è proprio in questo nucleo concettuale che risiede l’inconfondibile cifra stilistica dell’ autore. Un’estetica d’effetto e dal potentissimo appeal visivo che sovente riporta alla luce reminiscenze e suggestioni di panorami interiorizzati, tramutati da luoghi fisici in paesaggi dell’anima, nei quali si intravedono gli abbaglianti scorci andalusi entro i cui confini si è snodata la prima parte dell’esistenza del giovane fashion photographer.

Nato a Torre del Mar, nei pressi di Malaga, a soli 28 anni Diego già ricopre un ruolo di rilievo nell’ambito della fotografia di moda. Oggi, con due nomination alla dodicesima e tredicesima edizione del Festival International de la Photographie de Mode di Cannes all’attivo, il suo curriculum annovera campagne pubblicitarie e shooting per brand del calibro di Roberto Cavalli, Just Cavalli, Schield, Aquazzura e Luisa Via Roma. Il suo lavoro è apparso nei più autorevoli fashion magazine internazionali.

Italiano d’adozione, da qualche anno affianca il designer Roberto Ferlito nell’avventura di Schield, brand di luxury jewellery con base a Firenze, per il quale realizza advertising campaign graffianti e di forte impatto.

Ultimo (ma non ultimo) progetto creativo dell’eclettico fashion photographer, la creazione di Doubleview Magazine: un visual book che, nato in collaborazione con Schield, raccoglie shooting e fashion illustration inerenti alla sua produzione artistica e a quella di talentuosi special guest. Abbiamo incontrato Diego Diaz Marin e scambiato quattro chiacchiere con lui.

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Come ti sei avvicinato alla fotografia, e al mondo della moda in generale?

È qualcosa che ho sempre sognato sin da quando ero bambino, ma mi sembrava un mondo irraggiungibile. Il mio primo avvicinamento è avvenuto con il marchio di gioielli Schield, tanti anni fa: è stata la molla che mi ha dato la forza di credere in me stesso.

Qual è stata la traiettoria che ti ha portato a stabilirti e a lavorare nel nostro Paese?

Professionalmente ho debuttato con Schield, poi subito dopo ho iniziato a lavorare per Roberto Cavalli per cinque anni, realizzando nel frattempo shooting e copertine per (tra gli altri) Harper’s Bazaar, Aquazzura e Luisa Via Roma.

Da dove nascono i tuoi caratteristici input cromatici?

È qualcosa di molto istintivo: il cielo terso del mio paese, Torre del Mar, è così, senza necessità che venga modificato. È come se in ogni foto cercassi sempre un pezzettino delle miei origini. In tutti i miei scatti c’è qualcosa di Torre del Mar: l’azzurro del cielo, o la forza della gente che vive lì.

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Nei tuoi shooting le donne sono forti e tormentate, ossessionate e ossessive: perché questa immagine della figura femminile?

Veramente non lo so.

Mi ispiro molto ad alcune donne della mia famiglia. Certo, adoro le donne forti, che non hanno paura di essere se stesse, e fanno cose inusuali con un’eleganza e dignità estreme.

Con Roberto Ferlito hai creato Schield, brand per il quale realizzi tutte le campagne pubblicitarie. Parlaci di questa esperienza.

È una bellissima esperienza: creare un marchio dal punto di vista di un fotografo ci ha permesso di dar vita a un mondo visivo che unisce fotografia e moda, perché Roberto ed io stiamo sempre insieme e tutti i nostri mood si intersecano in modo molto spontaneo. È come crescere in due.

Su quali coordinate è stata impostata la tua relazione professionale con un designer volitivo e geniale come Roberto Cavalli?

Da Roberto Cavalli sono stato tanti anni, durante i quali sono cresciuto e mi sono formato su tante cose. Sono stato come in famiglia.

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I tuoi shooting prediletti e perché.

Ognuno ha qualcosa: non saprei scegliere, sono come i miei figli.

Però mi piacciono tantissimo gli shooting di Doubleview magazine, il mio progetto visivo, perché sono fatti a casa mia con la mia famiglia e i miei amici e hanno qualcosa in più. Qualcosa in più di me, di molto intimo.

Il tuo ultimo shooting per Luisa Via Roma, è denso di venature ironiche. Cosa ci racconti riguardo queste immagini e della valenza dell’ironia nel tuo lavoro?

Io sono una persona molto ironica, soprattutto con me stesso… In fondo, in tutti i miei lavori c’è sempre qualcosa di ironico. Altrimenti, per me non sarebbero validi.

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Photography: Diego Diaz Marin
Stylist: Valentina Guidi Ottobri @luisaviaroma
Make-Up: Alessandra Poli @RockandRose
Model: Maya @2morrowmodel
Location: Luca Room Mate Hotel, Florence