Frammenti di un discorso amoroso: LOVERS II

«L’amore è qualcosa di invisibile che può assumere infinite forme, come una specie di energia che si può creare all’infinito in tanti modi diversi. A volte per qualcosa che esiste davvero, altre volte per qualcosa di immaginario, altre volte ancora per nulla».
Non è difficile intuirlo: Giulia Bersani (nostra passata conoscenza ad Enquire) è innamorata dell’amore, lo è come può esserlo una ragazza di 22 anni, nata e cresciuta a Milano, che al sentimento dei sentimenti ha dedicato un’intera raccolta fotografica, immortalando con sguardo intimistico molteplici coppie d’amanti.

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Il suo progetto LOVERS ha compiuto in questi giorni due anni di età e dopo la prima uscita – un volume d’immagini in bianco e nero, dai gesti molto forti, traduttori di sensazioni angosciose –, ha cambiato gradualmente il suo sapore, colorandosi di una riscoperta tranquillità e riflettendo il cambiamento personale della stessa fotografa. Gli scatti del primo libro risalgono infatti a un momento di solitudine: «mentre elemosinavo affetto, scoprii che fotografare coppie abbracciate mi dava un certo sollievo. Oggi, invece, ho al mio fianco un ragazzo meraviglioso, che mi fa sentire sicura e serena. E questo ha fatto cambiare il mio punto di vista sull’argomento».

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Così, mentre sfogliamo una delle copie a tiratura limitata, scritta e ricamata a mano, di LOVERS n. II, è come se i soggetti amorosi si quadruplicassero a loro volta, in un gioco di fusione tra pubblico e privato: c’è Giulia che scatta, ci sono le coppie immortalate e ci siamo noi spettatori, romantici voyeur che in quelle mille sfaccettature emotive ci specchiamo e riconosciamo le nostre. «A significare che il progetto non è altro che il mio stesso riflesso in altre coppie – dal momento che mi ritrovo in ognuna delle ragazze ritratte così come nell’amore che danno e che ricevono» , ci sono gli autoscatti che aprono e chiudono il manuale affettivo, mentre sul retro della copertina si scorge un cuore cucito in rosso, simbolo di quella materia che ci tiene legati l’uno con l’altro, come un morbido ma resistente filo.

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Anche il rischio di banalizzazione dell’amore svanisce, poiché la struttura di LOVERS permette a Giulia di sviluppare il lavoro in tutte le sue possibilità d’indagine: «Una terza parte ci sarà sicuramente quando troverò la spinta per descrivere un altro tipo d’amore. Ho una vaga idea che riguarda la maternità, vedremo». LOVERS è allora una storia d’amore che, come le tante piccole storie di cui si compone, si rivela continuamente in progress, tra infinitezze di variabili e declinazioni. Una storia da frammentare in singole realtà binomiali per avvicinarsi sempre più all’universalità di un abbraccio.
www.giuliabersani.com