AltaRoma Gennaio 2015: i preferiti di Enquire

Dopo i nodi venuti al pettine lo scorso dicembre, poi fortunatamente sciolti grazie allo sforzo dei Soci, non c’è stato il tempo di riprendersi appieno, tantomeno di stupire. Tuttavia, il calendario delle sfilate romane di Gennaio 2015 – a tratti in stato comatoso – merita allo stesso modo qualche applauso, dei più composti ma, al contempo, dei più fiduciosi.

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La formula passato (maison storiche) + futuro (nuovi talenti) non si cambia, perché funziona. Seppur i veterani Renato Balestra, Raffaella Curiel, Sarli Couture, Giada Curti e Luigi Borbone siano più spesso idonei alle sale del Museo Boncompagni Ludovisi – almeno si ravviverebbe il repertorio di costumi e accessori lasciati marcire in apposite bacheche –, alternare le loro creazioni alle sfilate dei giovanissimi è un connubio che permette di rivelarne ancor più difetti e pregi.

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Alle presentazioni degli studenti di moda (IED Roma, Accademia di Costume e Moda, Accademia dei Sartori e delle Belle Arti di Frosinone), vanno aggiunti gli attesi – e ormai grandi classici – appuntamenti dedicati agli emergenti: l’apertura del prestigioso contest Who is on Next?, giunto quest’anno all’undicesima edizione, insieme alle esposizioni A.I. Artisanal Intelligence e Room Service.

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A giocare a favore, in quella Roma dalle distanze interminabili, la scelta delle location: per le passerelle, niente più SantoSpiritoinSassia, ma l’ospitale Museo Maxxi (che ormai con la moda, dopo la mostra Bellissima, è tutto un cicci cicci) e un’inedita tensostruttura posizionata per l’occasione davanti all’Auditorium Parco della Musica. Nelle vicinanze, anche le suggestive scuderie di Villa Poniatowski che, tra costumi d’epoca (Sartoria Farani, Sartoria Annamode, Capucci per la Norma) e reinvenzioni contemporanee, hanno accolto i protagonisti di Artisanal Intellegence, giovani designer amanti della materia prima e delle sue lavorazioni più sperimentali.

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Da annotare: gli abiti della laureata IUAV Florentina Isac, fusione di austerità sovietica e decorativismo moldavo; la ricerca grafica della maglieria di Elise Perrotta, le stampe serigrafiche artigianali delle calze di 77 denari per Sensumlab, le borse in sughero naturale di Bistrusso e gli accessori in pelle sensuale di Sara Valente.

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Spostando leggermente la bussola, speculare e complice nell’intento – quello di promuovere la tradizione sartoriale e artigianale italiana e non – ritroviamo il progetto Room Service, allestito nelle camere-salotto del Marriott Grand Hotel Flora. Il contenitore, in particolare la moquette e il fascino liberty dell’arredo, questa volta sembra aver in parte obliterato il contenuto.

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Spiccano in pochi: per il total black – i capi e gli accessori del brand romano inVITRO, definiti tessuti e tagli minimali, jersey di cotone e pellami; per le multi fantasie – la linea di Nadia Mari, con un vasto assortimento di sete stampate e diversi materiali.

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Non hanno rivali invece le creazioni di Alessandro Di Cola per Shootingbag1981: borse e accessori ispirati al mondo della caccia alla volpe e all’equitazione, dove l’alluminio, intrecciato a cuoio, crine di cavallo e pelliccia, decontestualizza il concetto di lusso riaccendendo i nostri sensi: quelle pregiate scatole di latta invitano infatti non solo al tatto, ma anche a specchiarsi e ad ascoltare i loro rustici tintinni emessi durante il nostro passeggio. Una serie di intonarumori da indossare, perché AltaRoma, nel bello e nel brutto, nel bene e nel male, produce ancora rumore: Luigi Russolo ci leggi?