The Pills: la web series che diventa cinema

La preoccupazione è che al di fuori dal web la comicità del trio The Pills venga contaminata, sfregiata di banale e scadente trash, deturpata nella propria essenza naif. Eppure hanno superato la prima prova a pieni voti: Luca, Matteo e Luigi sono rimasti indenni al salto televisivo, la loro web series funziona tanto su youtube – mezzo milione di visualizzazioni per ogni video – quanto su Rai2. L’importante è che non li mandiate in pasto da Colorado e che li lascerete lì, sul divanetto di una casa-studenti, a fumarsi addosso davanti alla play.

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Ma le aspettative triplicano se di mezzo ci si infila anche il cinema, assieme al conseguente timore di perdere sincerità e spontaneità. Allora vorrà dire che, aspettando il debutto cinematografico della banda romana, previsto per l’inizio del 2015, ne approfitteremo per riguardarci i loro classici, non sia mai che il grande schermo ne danneggi la riuscita: La tipa wild, L’amore ai tempi dell’erasum, Il bagno okkupato, Il mercatino vintage, Il buio oltre le Hogan, episodi capaci di stigmatizzare mode giovanili e hipsterismi dilaganti, parlando del più semplice quotidiano: “Parliamo di quello che conosciamo, di ciò che viviamo e, non a caso, i primi personaggi che denigriamo siamo noi stessi” ripetono all’unisono all’evento Wired Next Cinema by Mazda 2014, la sezione dedicata ai nuovi format audiovisivi all’interno del corrente Festival Internazionale del cinema di Roma. “Con il tempo quasi tutti i film drammatici si avviano a diventare comici, mentre chi fa ridere farà sempre ridere. E i The Pills fanno ridere” li sostiene Enrico Vanzina.

Due generazioni di comicità a confronto che trovano un punto in comune nella definizione di commedia: “Ultimamente il cinema italiano è saturo di finte commedie, dove si tende a moralizzare, a dare giudizi. La vera commedia invece riporta la realtà dei tempi, raccontando un soggetto spesso drammatico con lievità e provando affetto per i propri personaggi, anche quelli peggiori”, continua lo sceneggiatore, “quando si trattano mondi che non ci appartengono, il rischio verso lo scimmiottamento è alto”. Ma per i The Pills, il pericolo, per ora, sembra scampato.

“Proviamo a spiegare ai netwrok televisivi  l’importanza di lasciare i nostri video su youtube, ma loro si spaventano, pensano che la tv e internet siano due mondi che si devono sconfiggere l’un l’altro. Gli manca la consapevolezza che quel prodotto, se avrà successo, andrà comunque a finire su youtube.” Ed è proprio vero, quanti replay andiamo cercando e rivediamo online? Pertanto, non è la rete a doversi adattare ai vecchi sistemi, ma la tv e il cinema a doversi adeguare ai nuovi linguaggi web-seriali – fratelli acquisiti di videoclip musicali e videogame ultra nerd – quindi abbracciarli per proporre al pubblico un’evoluzione narrativa e formale.

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Così, mentre sui social spopolano gli ultracorti da 15 secondi, vedi Instagram e Vine, i The Pills ci regalano pillole di quotidianità, dove vige il ribaltamento e lo schernimento dei luoghi comuni, dove i tabù sono smascherati col sorriso, dove gli archetipi – merda, fumo, sesso, soldi – sono reinterpretati attraverso i codici del contemporaneo, a colpi di “zio”, “sfranto” e “infame”. Del resto, l’ultralocalismo si è rivelato più che vincente, dal momento che il terzetto comico è riuscito a rendere il piccolo universale. Perché, in fondo, ogni città ha il suo Pigneto.