Mémoires Vives, 30 Ans de la Fondation Cartier

Una mostra da non perdere, Mémoires Vives, ospitata dalla Fondation Cartier per l’arte contemporanea di Parigi. Un luogo magico dall’atmosfera delirante dove prende vita un défilé di performance, installazioni, concerti e fotografie.

Oggi la Fondation Cartier festeggia i suoi primi 30 anni con una full immersion di artisti, ma anche stilisti, rocker e registi che diventano autori di questa mostra partorita nel corso degli anni grazie al mecenatismo sfrenato di Cartier verso l’arte tutta.

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Nell’incantevole palazzo di vetro ed acciaio di Boulevard Raspail, nel cuore di Parigi, ideato dall’architetto Jean Nouvel, nel corso degli anni hanno esposto artisti affermati, giovani promesse diventati oggi nomi sorprendenti nel campo artistico internazionale, ed è proprio qui all’interno di queste mura che si puo’ dire di essere dinanzi ad una meditazione estrema sul concetto di bellezza nell’arte.

Negli anni la Fondazione è stata protagonista di una serie di metamorfosi. Nel 2002 ospita la prima grande personale in Europa del pittore neo-pop Takashi Murakami intitolata ‘Kaikai Kiki’, factory dell’artista diventato oggi una vera e propria superstar. Protagonisti inoltre i disegni cupi e fantasmagorici di David Lynch, un intero diario fotografico in bianco e nero della sacerdotessa del rock Patti Smith, e non sono mancati i capi fatalisti di Jean Paul Gaultier. Nel campo della fotografia, inoltre, la Fondation Cartier ha dato il suo contributo esponendo opere di pilastri internazionali come Francesca Woodman, Alair Gomes, Malick Sidibè, il fotografo canadese Jeff Wall che partorisce fotografie come delle vere e proprie messe in scena, William Eggleston che attraverso i propri scatti ambientati nei deserti della California, racconta l’America più segreta.

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Mémoires Vives, è una retrospettiva che rivela richiami tra passato e presente, profanando la bellezza artistica che si può trovare in ognuno di noi, uno squarcio a 360° sull’arte arrivando a tutte le sue poliedriche sfumature. In sequenza alcuni fra gli artisti da poter ammirare: si parte con Takeshi Kitano, Marc Newson e Ron Mueck, Alessandro Mendini e Sarah Sze, Nobuyoshi Araki e Jean Paul Raynaud; collegandosi a Cai Guo-Qiang, Moebius, Issey Miyake, César, Véio e Bodys Isek Kingelez & Chéri Samba. Inoltre per l’occasione David Lynch ha progettato un teatro-schermo che trasmetterà la performance registrata durante un concerto dei Velvet Underground del 1990 presso la stessa Fondazione.

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Un’occasione per ammirare i trent’anni di creatività di Cartier, ricostruendola con sapienza in questa lunga e articolata mostra visitabile fino ad Ottobre.

Mémoires Vives alla Fondation Cartier pour l’Art Contemporaine –  Parigi.

www.fondation.cartier.com