Una cura alla timidezza, Marco Onofri

Marco Onofri, classe 1973, nasce e vive a Cesena.
A tratti estroverso, Marco cela dietro la sua macchina fotografica una gentile timidezza e un universo narrativo che attinge dalla pittura e dal cinema. Innamorato dei dettegli e della sua macchina fotografica, gira sempre con “lei” per catturare la realtà: un viso pieno di lentiggini, uno sguardo assente o una strada semi-deserta. A metà tra un reportage di vita e di moda, gli scatti di Marco sembrano perfetti fotogrammi cinematografici, dove tutto è già accaduto e molto altro deve ancora accadere.

marco_onofri_head

Per Enquire, Marco ha realizzato le foto dell’Editoriale A Matter of Leather, ma questa volta vogliamo scoprire di più sul suo modo di catturare l’attimo.

Marco_Onofri_6

La fotografia come mezzo di comunicazione. Perché credi ti appartenga e quando hai scoperto che era il modo più semplice per esprimere te stesso e mostrare al mondo la realtà dal tuo punto di vista?

La fotografia è il mio linguaggio, o almeno quello che preferisco. Sono sempre stato tanto timido che difficilmente riuscivo a comunicare con gli altri. Così come “cura” alla mia timidezza ho scelto la fotografia di ritratto, costringendo me stesso ad avvicinarmi, parlare, conoscere e incontrare le persone. Benché all’inizio fotografassi i miei soggetti da lontano, con il tempo sono riuscito ad avvicinarmi, abbandonare il teleobiettivo e fotografare l’essenza dei miei pensieri e a raccontarmi attraverso di essi. Chi mi conosce bene sostiene che nelle mie fotografie si scovano perfettamente lati del mio carattere, del mio modo di immaginare ed osservare le cose e questo mi da conferma che la fotografia è il miglior modo per raccontare di me pur rimanendo in “silenzio”.

marco_onofri_6

Dal viaggio On the Road allo Shooting di Moda. In ogni tuo scatto racconti una storia e instauri un rapporto con il soggetto, un feeling che tu definisci: “uno scambio di energia”. Cosa cerchi e cosa trovi quando osservi il tuo soggetto da dietro l’obiettivo?

In viaggio o sul set fotografico sono aperto a tutto. Preferisco arrivare “nudo” e lasciarmi trasportare dalle emozioni per scoprire tutto ciò che ho difronte. Non avere un’idea ben precisa e delineata di ciò che sto per fotografare è liberatorio e stimolante poiché sono il momento, la curiosità e la determinazione a permettermi di raccontare questo incontro estemporaneo, attraverso il click della mia macchina fotografica.

marco_onofri_44Negli scatti di moda è diverso, ho in mente ciò che voglio ottenere prima di scattare, e devo essere pronto a risolvere qualsiasi imprevisto al fine di ottenere il risultato desiderato. Negli scatti moda c’è maggiore responsabilità del risultato finale, per il cliente e per il team che ha lavorato al progetto. Ci sono tempi da rispettare, richieste da soddisfare, qualità da garantire. Sul set di moda mi trasformo in un vero regista e insieme al team giochiamo con la scenografia, con la luce e con l’ambiente per ottenere la perfetta realtà artificiale. Inoltre ho bisogno di capire al volo la Modella perché siamo regista e attrice di un momento, di uno scatto.

La cosa più importante in ognuno di questi casi è il feeling. Devo trovarmi bene nel luogo, devo essere stimolato e guadagnare la fiducia del soggetto, instaurare il giusto mood ed esprimermi liberamente.

Marco_Onofri_5

Adams, Kubrik, Corbin e Hopper. Sono solo alcuni dei maestri dai quali prendi ispirazione. Cosa ti colpisce del loro modo di lavorare, quali dei loro segni distintivi desideri ricercare nei tuoi scatti?

Sono molti i maestri a cui mi ispiro, tra cui Stephen Shore, Anders Petersen, Lindbergh, Michael Ackerman, giusto per citarne alcuni. Grandi fotografi diversi tra loro che mi ispirano in molti modi.

Compro libri di fotografia continuamente, li sfoglio migliaia di volte e se pur spesso non ricordo i nomi dei fotografi, i loro scatti rimangono dentro di me. Quelle che mi colpiscono maggiormente, senza volerlo, condizionano il mio lavoro e il mio modo di fotografare. Ogni cosa può ispirarmi ma non c’è imitazione o ricerca d’essa nei miei scatti perché il mio unico obbiettivo è parlare di me. Ovviamente, ciò che osservo e ciò che mi circonda istruisce, arricchisce e ammalia le mie percezioni. Quello che mi affascina e influenza maggiormente però è il modo di illuminare, di inquadrare e di saper raccontare di alcuni fotografi che fanno sembrare, inutile la tecnica fotografica.

Marco_Onofri_4

I giochi di ombra e luce sono una costante dei tuoi lavori. Un segno riconoscibile. Rappresentano per te una sfida, un punto dal quale partire o una necessità espressiva? Perché è così essenziale?

Non so spiegare perché mi piace giocare con le ombre. Mi annoia la luce morbida, non mi ha mai colpito. Io cerco il contrasto, il gioco di luci, che sia reportage o moda per me è lo stesso, cerco le ombre perché sono essenziali per raccontare la mia visione.

marco_onofri_45

Le ombre e i tagli decisi mi permettono di giocare con i volumi per creare il giusto equilibrio ed evidenziare solo ciò che desidero. Così spingo l’osservatore a posare gli occhi dove voglio. Inoltre sono un maniaco delle diagonali e le sfrutto per focalizzare l’attenzione su un punto preciso. Nulla è dettato dal caso, neppure in una linea sfuocata dietro al soggetto.

A volte penso di essere un vero maniaco della composizione ma mi viene così naturale che impiegherei più tempo a non essere così “architettonico”.

Marco_Onofri_3

Durante lo shooting dell’ultimo Editoriale dedicato alle elaborate giacche di Gaia Eva Martelli ti abbiamo messo alla prova chiedendoti di scattare con il sole di mezzogiorno. Un momento insolito per te che scatti spesso dove la luce è solo un bagliore confuso tra le ombre. Spiegaci di più.

Normalmente per gli scatti in esterni scelgo luce bassa e radente quindi scatto di mattina presto e verso il tardo pomeriggio per avere una luce giusta. Ci siamo trovati pronti a scattare alle 12:30, a giugno… il sole era a picco, quasi non si vedevano gli occhi della modella e non è stato semplice perché non potevo permettermi qualsiasi scatto, qualsiasi inquadratura. Per tutto il servizio ho dovuto controllare inquadratura, posa della modella, outfit ma anche l’ombra sugli occhi. Avevo poche ore per scattare e le peggiori della giornata ma il risultato è stato buono.

marco_onofri_46

Un curriculum ricco di collaborazioni importanti da Vicini, a LaPerla, Technogym, fino ad approdare alle mostre personali. Marco Onofri è instancabile ma non ama progetti lunghi e interminabili, preferisce passare subito ad altro. Aneddoti ed esperienze nella tua vita da Fotografo?

Mi piace la fotografia perché e un veloce mezzo di espressione, non potrei mai fare il pittore, non ho abbastanza pazienza. Sono un curioso e ho la necessità di cambiare spesso l’oggetto delle mie attenzioni. Il bello di un servizio fotografico è prepararlo, iniziarlo e vedere che funziona bene. Questo per me è il momento più interessante. A volte mi è capitato di scattare per tanti giorni di seguito ma le situazioni erano tutte diverse quindi mi sono divertito ogni volta.

Non sono bravo a portare a termine i miei progetti personali, mi viene in mente un’altra idea e l’entusiasmo per l’ultima fa affievolire l’amore per quella precedente. Concludo sempre tutto ma nel mentre faccio mille altre cose, non riesco a dedicarmi solo ad un unico progetto/lavoro.

marco_onofri_47

I tuoi progetti futuri: una collaborazione, un lungo viaggio o una nuova esposizione?

Ultimamente ho avuto la soddisfazione di collaborare con clienti nuovi, parecchi ed interessanti, altri vecchi che se n’erano andati sono tornati al mio studio quindi sono felice e stimolato nel lavoro. Collaboro con una gallerista che vive a Parigi, una fantastica donna che ha creduto in me. Abbiamo esposto alcune mie opere al MIA di Milano ed è stata una gran soddisfazione. Ora altri galleristi e qualche collezionista mi degnano di attenzione, scommettono su di me come fotografo. È bello veder apprezzare le proprie foto “personali” e non solo quelle commerciali di moda, adv o reportage.

Sto preparando due nuovi progetti interessanti, a fine anno spero di essere pronto con entrambi, in progetto una esposizione e pubblicazione. Sicuramente terrò aggiornati i lettori di Enquire.

Marco_Onofri_2

Tutte le foto contenute in questo articolo e molte altre, le trovate sul sito personale di Marco: www.marconofri.com