A chiacchiera con Ilaria e Corrado

Ilaria Pozzi è una modella, piercer, musa e molto altro. Nata ad Albisola Superiore (un paesino in provincia di Savona), ha frequentato il liceo artistico tra Genova e Savona dove ha avuto l’opportunità di vivere l’arte in ogni sua forma.
Corrado Dalcò invece è un fotografo, nostra vecchia conoscenza. Nato a Parma, ha vagato per mezza Europa prima di stabilirsi non definitivamente a Londra.
Questa volta li abbiamo incontrati insieme, per conoscere entrambe le facce della medaglia.

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Ilaria, ti presenti come italian alternative model. Cosa significa per te essere alternativa?
Ilaria: Per me significa non essere conformi agli ideali tradizionali.

Il fotografo prende ciò che gli serve, ma il soggetto sceglie sempre quanto dare. Ilaria tu quanto cerchi di dare?
Ilaria: Cerco sempre di capire bene cosa mi viene chiesto, in modo da poter dare quello che serve al meglio. Quando si crea una buona intesa è più facile capirsi e si può spaziare di più.
Corrado tu invece quanto cerchi di prendere?
Corrado: Sono una persona ingorda, di solito voglio sempre il massimo. Cerco di scavare sempre nell’intimità più recondita, per farti aprire il più possibile. Mi piace lavorare con la gente aperta, che ti lascia fare quello che vuoi. In un certo senso è molto facile e piacevole lavorare con i modelli, perché sono una tabula rasa e si può fare quello che vuoi con loro. Cerco di fotografare le persone come davvero le vedo. Cerco di lasciarle essere come sono.

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Quindi, in uno scatto, quanto conta la bravura del fotografo e quanto quella del soggetto? È un gioco di equilibri o inevitabilmente uno domina sull’altro?
Ilaria: La bravura del fotografo per me conta molto, mi sento tranquilla quando lo stimo ed ho fiducia in lui. Il soggetto ci deve essere e non solo fisicamente. Ognuno ha il suo linguaggio per relazionarsi, basta capirsi, ma per me cercare un equilibrio è importante.
Corrado: Sono d’accordo con Ilaria, non esiste una posizione predominante in questo lavoro. Si lavora bene quando si crea una sinergia per realizzare al meglio il progetto, inevitabilmente bisogna farlo insieme. C’è un delicato equilibrio in cui l’immagine potrebbe essere estremamente pacchiana, o potrebbe essere davvero seducente o umoristica ed effettivamente funziona.

Il nudo da sempre è un efficace mezzo di comunicazione o, volgarmente, mezzo per catturare l’attenzione. Nel vostro caso cosa vi piace, e cosa cercate di comunicare?
Ilaria: Sono abituata al nudo avendo frequentato il liceo artistico. Mi piace contribuire a creare belle immagini senza pormi il limite di quanto sia svestita. Cerco di comunicare chi sono e come la penso attraverso le scelte lavorative ed i progetti personali.
Corrado: Non vedo nel nudo questo grande mezzo per catturare l’attenzione, quanto un modo naturale per vedere la personalità di una persona. Da sempre ci sono rappresentazioni di corpi nudi nell’arte, e non credo che siano stati realizzati per catturare l’attenzione, credo invece per esprimere un qualcosa, un essere qualcosa. Forse faccio del nudo per essere più diretto, ma non per dire: “ehy, sono qui!”.
Con Ilaria poi c’è il fattore tattoo, ed io credo che vedere i suoi tatuaggi è come vedere veramente lei stessa.

Ilaria, il tuo corpo come un’opera d’arte. È una giusta considerazione?
Ilaria: Mi hanno detto spesso questa frase, credo che per alcuni sia una giusta considerazione e per altri no. Per me è oggettivo che già le civiltà più antiche modificavano il loro corpo e rappresentavano la figura umana.

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Quelle che vediamo sono il frutto della vostra ultima collaborazione. Quanto la vostra amicizia rende più semplice la collaborazione?
Ilaria: Per me parecchio, è più facile capirsi e creare insieme qualcosa di soddisfacente per entrambi
Corrado: Per la nostra collaborazione conta molto. Di solito ci prendiamo il tempo che vogliamo, scegliamo bene quello che vogliamo fare e come.
Questa serie invece è stato una cosa improvvisa: ero su un set di un workshop di Gabriele Rigon, e lui mi ha chiesto di fotografare Ilaria davanti a tutti, come volevo io. È stato strano, non sono abituato ad avere persone (pubblico) dietro alle mie spalle, e non ho nemmeno scattato con la mia camera, che porto sempre con me. Il risultato però mi ha soddisfatto.

Cosa non deve mai mancare su un buon set?
Ilaria: Il tempo.
Corrado: Happiness.

Avete avuto l’opportunità di collaborare con molti professionisti. Con chi vi piacerebbe collaborare ancora?
Ilaria: Ci sono molti artisti che stimo, ma non ho l’abitudine di propormi. Mi hanno contattata per alcuni progetti che trovo molto interessanti e che spero si concretizzeranno presto.
Corrado: Ultimamente vorrei concentrarmi di più sul ritratto, vorrei poter fotografare il Papa.

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Come vi vedete tra 20 anni?
Ilaria: Non saprei. Vivo più nel presente.
Corrado: In una piccola casa sul mare, ad impaginare piccoli libri sugli insetti.

Fingiamo esista il nobel per la fotografia. Lo avete vinto. Chi ringraziereste?
Ilaria: Il mio dottore.
Corrado: Mio padre, come sempre.

Una cosa che vorreste dire e che non vi è stata chiesta.
Ilaria: Cosa valuti quando ti propongono un progetto? Creatività, tecnica e rispetto per le persone e per l’uso della loro immagine.
Corrado: Ti senti mai insicuro sul lavoro che produci? Naturalmente. In certi momenti, se siete insicuri, allora diventa emozionante. Questa è la cosa interessante. Devi spingerti dove è pericoloso, è molto eccitante.

Ilaria, invece una cosa che vorresti dire a Corrado, ma che non gli hai mai detto.
Ilaria: Sa già tutto, anche quello che io dimentico.

Corrado, stessa cosa per te. Cosa vorresti dire ad Ilaria?
Corrado: Ti voglio bene, anche se te lo dico sempre.

Vi salutiamo, esprimete un desiderio.
Ilaria: Spero che domani ci sia il sole, ciao.

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Naturalmente ringraziamo Ilaria e Corrado e, vi invitiamo a seguirli rispettivamente sul sito www.ilariapozzi.com e www.corradodalco.co.uk.
Un sentito grazie anche a Pino Leone per la splendida Polaroid in testa, che ritrae Ilaria e Corrado insieme.
Buona visione.