Bailey’s Stardust

If you make your mark early on, you’re lumbered with it. I bet Michelangelo said ‘Not another f***ing ceiling.

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Le donne, lo stile, la moda, il sesso, i film, gli anni sessanta, una vita intera spesa dietro la macchina da presa. Fotografie iconiche e ritratti di sconosciuti si susseguono creando un’intensa meditazione glamour tra vita e morte. Image-maker e fotografo, David Bailey è approdato da qualche settimana a Londra con la sua personale Bailey’s Stardust presso la National Portrait Gallery.

Un’analisi schietta e irriverente dell’inedito archivio privato dell’artista, oltre 250 ritratti che occupano la maggior parte del piano terra, costretta a diventare una tra le più grandi mostre fotografiche che ha mai ospitato la galleria.

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Viene lentamente ripercorsa l’intera carriera di Bailey all’interno delle arti visive. Circa mezzo secolo di storia con attori, registi, musicisti, artisti, icone della moda, stilisti, modelle, turisti sconosciuti prendono vita in questa miriade di scatti mercuriali selezionati personalmente dallo stesso Bailey. Ci sono tutti o quasi: Lennon & McCartney, Warhol, Kate Moss, Helmut Newton, Vivienne Westwood, Jack Nicholson, Freddie Mercury, Mandela, Man Ray, Dalì, Johnny Depp, ma un’intera sala della mostra è dedicata alla moglie (la quarta per la precisione n.d.r) Catherine Bailey, che David ha fotografato ampiamente e dove sensualità e sessualità partoriscono un erotismo che supera di gran lunga tutte le varie celebrità immortalate.

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Ogni stanza è strutturata tematicamente, alcune sono dedicate ai vari viaggi fatti dal fotografo in Australia, Delhi e Naga Hills, in altre si possono ammirare vari ritratti di persone dell‘East London, icone del mondo della moda e delle arti, suggestivi ritratti dei Rolling Stones e una moltitudine di fotografie documentario, dalla spedizione di Bailey nella Nuova Guinea risalenti al 1974 alle immagini della devastante carestia in Africa Orientale nel 1985, fondamentali nella cartiera dell’artista.

Fino al 1 giugno.