A portrait of: The Velvet Underground

La loro avventura è durata solo nove anni: un periodo sufficiente, tuttavia, a tramutarli in una delle maggiori cult band di tutti i tempi.

I Velvet Underground, gruppo fondato nel 1964 a New York da Lou Reed e John Cale, rimarranno anche perennemente associati alla figura di un Andy Warhol nelle vesti di manager e mentore.

velvet underground lou reed e john cale

Tutto ha inizio il giorno in cui Lou Reed, studente di letteratura inglese alla Syracuse University e musicista a tempo perso, incontra John Cale, un giovane gallese trasferitosi nella Grande Mela per studiare composizione e musica classica. È il 1963 e l’amicizia tra i due viene cementata da reciproche passioni, come quella per la sperimentazione musicale e le sonorità d’avanguardia: le loro affinità danno vita ad un connubio artistico che li vede comporre, registrare ed esibirsi insieme. Reed alla voce e alla chitarra, Cale alla viola, al basso e al pianoforte, con l’aggiunta di Sterling Morrison alla chitarra ed Angus MacLise alla batteria danno vita al quartetto dei Falling Spikes. Ben presto però cambieranno nome in The Velvet Underground in onore all’omonimo romanzo di Michael Leigh che traccia un excursus delle perversioni sessuali del demi-monde americano anni ’60. Non è un caso se una delle canzoni più famose della band, l’ipnotica Venus in furs, cita il titolo di un testo di Leopold von Sacher-Masoch notoriamente incentrato sul masochismo. I primi brani dei Velvet, The Black Angel’s Death Song, Heroin, Venus in Furs e Wrap your troubles in dream vengono registrati nel 1965,  e contemporaneamente hanno inizio i loro primi live nei locali newyorchesi. In quel periodo al batterista MacLise subentra Maureen ‘Moe’ Tucker, che con il suo drumming tribale dona ulteriore suggestività al ritmo della band. Il  15 dicembre del ’65 segna una data memorabile per i Velvet Underground: durante un’esibizione al Cafè Bizzarre nel Greenwich Village, infatti, sono presenti tra il pubblico Gerard Malanga, Paul Morrisey e Barbara Rubin della Factory di Andy Warhol, che rimangono impressionati a tal punto dal gruppo da suggerirne a Warhol un inserimento come resident band nella Factory stessa. Il padre della Pop Art si rivela entusiasta del sound dei Velvet, che spazia dai ritmi ossessivi alle semplici melodie e tocca nei testi temi come la morte, l’alienazione urbana,  la droga e il sesso. Ne diventa immediatamente il manager, sostenendo l’inclusione nel gruppo della modella e attrice tedesca Nico, al secolo Christa Paffgen.

velvet underground andy warhol e nico

È il febbraio del 1966 e i Velvet Underground, con Nico, debuttano al Cinémathèque di New York ottenendo un enorme successo. Lo show, denominato Exploding Plastic Inevitable, presenta uno psichedelico mix tra l’esibizione della band e le performance di alcuni membri della Factory in tenuta sadomaso e muniti di torce, siringhe e croci di legno, mentre sullo sfondo vengono mostrati cortometraggi warholiani e vecchi film in bianco e nero mutati in technicolor grazie a filtri di gelatina colorata.

velvet underground live con nico

Successivamente al debutto ufficiale, il gruppo inizia una lunga tourneè negli USA e in Canada e firma un contratto discografico con la MGM/Verve Records con cui pubblica, nel marzo del 1967, il primo album dal titolo The Velvet Underground & Nico: la celebre copertina raffigurante una banana gialla adesiva che, rimossa, rivela una banana rosa simbolicamente allusiva, è opera di Andy Warhol. L’ascesa in classifica del disco viene però ostacolata da un contrattempo legale dovuto alla pubblicazione non autorizzata, sul retrocopertina, di una foto dell’attore della Factory Eric Emerson.

velvet underground la copertna del 1 album firmata warhol

Nel 1968, alla dipartita di Nico dal gruppo segue l’abbandono di Warhol, che, a causa di divergenze con Lou Reed, abdica al suo ruolo di manager occupandosi tuttavia della grafica di copertina del secondo album, White light/white heat, che sovrappone la sagoma di un teschio su uno sfondo completamente nero.

Warhol viene sostituito da Steve Sesnick, mentre i Velvet intensificano le sperimentazioni musicali: sonorità sempre più dure, tormentate, bizzarre, si accompagnano a testi a volte macabri o meditabondi; il titolo stesso dell’album è un riferimento alle sensazioni provocate dall’anfetamina.  Uscito nel gennaio del 1968, White light/white heat ottiene uno scarso successo e ciò dà adito ai primi dissidi tra John Cale, deciso a proseguire sulla via della sperimentazione e Lou Reed, intenzionato a dare un tocco più commerciale alle composizioni.

Quando nel ’69 esce il terzo album della band, The Velvet Underground, John Cale, estromesso da Reed, non ne fa ormai più parte. Il sound si è decisamente alleggerito, vira al folk ed è all’insegna di un mood più rilassato. Per i Velvet inizia una lunga tournée negli USA che fornirà materiale per il live, pubblicato nel 1974, dal titolo 1969: the Velvet Underground live with Lou Reed.

Numerose registrazioni in studio verranno invece inserite in future raccolte antologiche quali VU, Another view, What goes on e Peel slowly and see in seguito a contrasti legali con la MGM/Verve che portano, tra l’altro, il gruppo a firmare con la.Atlantic Records.

Le pressioni del manager Steve Sesnik a favore di un sound sempre più commerciale esasperano Lou Reed a tal punto da indurlo ad abbandonare improvvisamente le sedute di registrazione del nuovo album Loaded e a lasciare definitivamente la band. Loaded (1970) esce ugualmente e, nonostante le defezioni di altri membri del gruppo, i Velvet Underground si lanciano in nuova tourneè negli USA e in Europa per promuovere il disco. La band è ora capeggiata da Doug Yule, già sostituto di John Cale, che non riesce tuttavia ad impedirne una progressiva disgregazione: dopo l’uscita del Live at Max’s Kansas City (1972), che include l’ultima apparizione pubblica con i Velvet di Lou Reed, Yule si trova a registrare l’album Squeeze con  l’apporto di Ian Pace dei Deep Purple e di qualche musicista di studio. Pubblicato nel 1973 solo in Europa, Squeeze non riscuote i favori del pubblico, la parabola dei Velvet Underground sembra giunta ad un definitivo stop.

Lou Reed e John Cale sono ormai lanciati in brillanti carriere soliste,  ma nel 1990 un omaggio post mortem a Andy Warhol favorisce una riunione della prima formazione della band. Esce Song for Drella, album commemorativo dell’artista concepito da Cale e Reed.

Tre anni dopo, i membri originari dei Velvet Underground tornano a riunirsi per una tournée europea che tocca anche l’Italia in cinque date. Il live viene pubblicato con il titolo  Live MCMXCIII.

Al ritorno negli USA la band ha in programma un tour in patria, ma nuovi contrasti sorti tra Cale e Reed provocano lo scioglimento definitivo del gruppo.

L’ultima apparizione pubblica della formazione originale dei Velvet risale al 1996, in occasione dell’ingresso nella Rock‘n Roll Hall of Fame.

velvet underground warhol con la band

Cala così il sipario su un gruppo che verrà per sempre ricordato come una delle più alte e pregnanti espressioni dell’underground musicale di tutta un’epoca, le cui sonorità innovative coincidono con i motivi ispiratori di ogni sound d’avanguardia futuro.