L’arte decorativa negli accessori: Coliac

Il mondo dei bijoux rimane costantemente permeato da un emblema di bellezza a dir poco trascendentale. Non ha importanza quale sia lo stile, la mano o il design da cui trae ispirazione: i gioielli rappresentano quell’ideale estetico che solo un artificio può raggiungere.

Lo sa bene Martina Grasselli, giovane designer della linea Coliac, in cui mescola sapori specificatamente cesellati agli accessori più comuni e malleabili come le calzature.

L’accessorio che diventa gioiello, il gioiello che diventa accessorio: benvenuti nel mondo di Coliac.

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Da dove nasce la sua passione per la moda e, in particolare, sui gioielli?

MG: Questa passione nasce fin da piccola, influenzata dalla natura di una famiglia di artisti. I miei genitori, collezionisti e da sempre amanti del bello, mi hanno indirizzata verso questo mondo sin da subito. Da bambina, mi divertivo a sfogliare le riviste di moda che acquistava abitualmente mio padre, fotografo, come Vogue e Harper’s Bazaar, mentre frugavo tra i bijoux di mia madre, la quale riusciva a reperirli nei più disparati mercatini.

Definirei la mia infanzia decisamente “colorata”, poiché circondata dai più svariati oggetti di design, come vasi, libri antichi e, appunto, gioielli. Quando, poi, mi sono laureata alla Nuova Accademia delle Belle Arti a Milano in Fashion and Textile Design, ho fatto della mia passione un mestiere. La mia esperienza lavorativa si forma da Stella McCartney, dove mi occupavo dello sviluppo di accessori, dalla piccola pelletteria ai bijoux.

Fondare Coliac è stato, successivamente, un passaggio naturale, poiché penso che il mondo del bijoux racchiude in sé tante di caratteristiche diverse ma allo stesso tempo uniche: un gioiello è in grado di cambiare l’immagine di un look, è un oggetto di moda, ma anche di design.

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Cosa rappresenta per te l’accessorio?

MG: È l’elemento necessario che caratterizza la personalità di chi lo indossa. Secondo me, un accessorio, che sia un gioiello, un cappello, una borsa, o un paio di scarpe, sono in grado di delineare il carattere di un outfit. Devono essere scelti con cura poiché incarnano il completamento fondamentale di un look. Personalmente, ho una predilezione per il metallo: tendo ad “ingioiellare” tutto!

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Come è strutturata la collezione Coliac Primavera Estate 2014?

MG: La mia collezione ha, come punto d’inizio, una riflessione sul Decò, fenomeno del gusto sviluppatosi attorno al secondo e terzo decennio del ventesimo secolo, che interessò numerose arti, tra le quali quelle visive e quelle decorative.

L’idea di base è quella di creare una collezione di gioielli dalle dimensioni esagerate, quasi fossero dei Totem dalla geometria bidimensionale e speculare. I materiali utilizzati per realizzare le mie creazioni sono svariati, e vanno dall’alluminio all’acciaio inossidabile, alla lacca, ai rodii, sino ad arrivare allo specchio molato, utilizzato per la prima volta.

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Le calzature realizzate per questa stagione, invece, hanno diverse forme base: la derby, la slip on e il sandalo. La derby, per definizione maschile, è da me proposta in versione unisex, cesellata da complementi metallici che la innalzano ad essere considerata una stringata gioiello, come linguette dorate, agglomerati di castoni con pietre multiformi e piercing avvitati su di essa.

Anche le altre due calzature vengono declinate come se fossero dei bijoux, incastonate da arricchimenti metallici e, allo stesso tempo, dal sapore elegante e raffinato.

I colori spaziano dal nero all’oro, passando per il nude, con accenni di tinte forti come il rosso scarlatto, il fucsia, il verde acqua e il giallo fluo.

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Quali sono i progetti per il futuro?

MG: Vorrei continuare a percorrere la strada che ho intrapreso con Coliac, cercando di ingrandire il progetto il più possibile e renderlo una realtà a livello internazionale. Mi piacerebbe, inoltre, collaborare con altri marchi. Il mio sogno è quello di disegnare la linea bijoux di Lanvin.