La geometria androgina: la Genesis di Max.Tan

Androginia.

Secondo il Vocabolario della lingua italia, questo termine indica un essere, umano o no che sia, che “partecipa della natura di entrambi i sessi”.

Questo concetto non è una sperimentazione esaltante del nuovo Millennio, tutt’altro.

Già nell’Antica Grecia, Platone, nel suo “Simposio”, parlava di Aristofane, figlio né del Sole, simbolo maschile, né della Terra, simbolo femminile, ma direttamente figlio della Luna, congiunzione astrale tra due elementi spesso in conflitto tra di loro. Il suo dualismo era insito anche nella sua persona, tanto da essere definito, appunto, ”androgino”.

maxtan_1Queste figure emblematiche, spesso additate ed evitate, ma altrettanto velocemente ammirate e venerate, hanno generato un’interessante movimento visibile soprattutto nella moda femminile. Capostipiti di questi stile affascinante ed estroso sono, infatti, le garçonette, donne della Francia dei primi del XX secolo, che amavano rubare abiti dal guardaroba maschile per adattarli alle proprie forme, diventando esse stesse “androgine”.

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Questo gusto dal sapore ambivalente, tuttavia, è sopravvissuto saldamente durante tutto il Novecento, sino a giungere ai giorni d’oggi.Infatti, anche il fashion design di questo periodo non si è ancora dimenticato di una corrente così affascinante e mistica, tanto da ispirare il lavoro di Max.Tan, giovane designer asiatico attento alla geometria delle forme e al fascino di una donna agghindata con accessori e abiti prettamente maschili.

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Nella collezione “Genesis”, rivolta a sbocciare il suo pieno potenziale in questa Primavera-Estate 2014, lo studio su cui lo stilista fonda il proprio lavoro ha inizio emblematicamente dagli outfit dell’uomo in quanto tale, destrutturandoli in tutte le proprie caratteristiche abituali per essere successivamente rielaborati in giacche composte, camicie dal taglio maschile e pezzi destinati a sopravvivere nel tempo.

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Proprio come nel libro della Genesi, dove la Donna viene creata attraverso l’estrazione di una parte anatomica dell’Uomo, la costola, anche questo designer talentuoso plasma la propria visione di moda e sofisticatezza rivolgendosi, di primo acchito, all’universo maschile, sviscerandolo in tutta la sua consistenza.

maxtan_5Il risultato è una collezione dall’estremo gusto costruito, con forme geometriche che ne fanno da padrone nella fusione di capi rigorosamente monocromatici ma dall’aspetto d’impatto.La donna che indossa le creazioni di Max.Tan viene avvolta da un universo geometrico in continua evoluzione su sé stesso, che lascia dietro di il suo valore una scia di volumi impalpabili, degni di un maestro architetto.

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Lo stile, sempre attento al rispetto dei canoni maschili, ricrea perfettamente quelle garçonette di inizio secolo che frequentavano locali alla moda e fumavano, prima di tutte le altre, sigarette di tabacco.

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La reinterpretazione rispetta, in ogni caso, la fisionomia e il gusto sofisticato femminile, in una rincorsa frenetica tra ciò che appartiene a un sesso e ciò che appartiene ad un altro. Il suo operato, quindi, trasuda ambivalenza in ogni sua linea: come in un perfetto essere mitologico, la moda di Max.Tan vortica freneticamente attorno ad un piano di preconcetti, eliminandoli alla radice e potenziandoli in un contesto di fascino ed eleganza. Signore e signori, ecco a voi le garçonette del Nuovo Millennio.