L’arte industriale si trasforma in moda: Suüwu

La moda contemporanea sta cercando, ogni giorno di più, di raggiungere una formazione strutturalistica al fine di affondare i propri denti nella pulsante vibrazione del design puro. Non è un caso, infatti, che la produzione industriale e la relativa realizzazione di accessori di arredamento sia da sempre sinonimo di ricerca e studio, esattamente come il mondo del fashion.

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Uno dei modi per unire questi due territori, spesso in contrasto tra loro ma che in realtà si specchiano l’uno nell’altro, potrebbe consistere nel congiungere le due filosofie e farle confluire in un’unica grande visione multiforme, necessaria per affrontare l’opera di creazione da entrambe le angolazioni. 
Suüwu Park, giovane designer proveniente dalla Korea e sin da subito attentamente studiato dagli esperti del settore, riesce in questa impresa appoggiandosi soprattutto alle precedenti esperienze vissute prima di entrare nel mondo del fashion design. La sua formazione professionale, infatti, parte da una base scolpita nel design industriale per poi evolversi in uno sbocco stilistico di degna rilevanza.

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Dopo la sua prima sfilata a Seul nell’Aprile del 2010, le sue creazioni hanno cominciato a rimbalzare nelle più grandi settimane della moda in giro per il mondo, approdando persino sotto i riflettori delle passerelle parigine. Il suo stile, dal look minimale e attento al dettaglio, si riconosce immediatamente da quella consapevolezza ritualistica della linearità, che da sempre contraddistingue l’allure delle creazioni asiatiche. La sua è una collezione che vive e respira geometria pura, spaziando dall’abito sino ad arrivare all’accessorio, compendio di tutta la visione del designer: è innegabile, infatti, la tangibilità fluente che caratterizza gli abiti del designer, derivante dagli approfonditi studi legati all’industrial design. L’intera serie di outfit proposti si basa su un’estrapolazione di forme che si costruiscono fra di loro in un geometrico gioco stilizzante.

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E sono proprio le forme le protagoniste indiscusse nella visione del designer koreano. In una società in cui l’assidua sovraesposizione è diventata quasi una prassi, le riscoperte di una nuova filosofia minimale sorprendono, positivamente, il panorama del fashion. La donna che indossa i capi di Suüwu avvolge il proprio corpo tra diversi strati di tessuto che si intrecciano sapientemente tra di loro, formando abiti che sembrano plasmarsi direttamente sulle forme femminili, accompagnandole in un viaggio alla scoperta di un nuovo aspetto seduttivo.

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L’approccio alle dinamiche cromatiche, invece, sembra passare ad un secondo livello solamente se ci soffermiamo ad un’analisi poco attenta: il nero, il bianco e il blu, da sempre colori sinonimi di eleganza, sono un coadiuvante importante nell’esaltazione formulistica dell’obiettivo di Suüwu, attento nel focalizzare l’attenzione nel suo complesso costruttivo, e non di puro e mero abbigliamento.

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Il designer non dimentica, però, di quanto sia importante la costruzione architettonica perfetta per eccellenza, ovvero il corpo umano, ed è per questo che numerose sue creazioni spingono le forme umane a manifestarsi velatamente grazie ad un gioco di sovrapposizioni e trasparenze che lasciano ancora alla fantasia, tuttavia, molto da immaginare.

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La filosofia di Suüwu, in definitiva, vede la moda esattamente come un universo legato indissolubilmente al concetto di capo d’arredamento, fondamentale per abitare – che, ricordiamo, ha la stessa radice di “abito” – la vita che abbiamo.