Il massimalismo di Ryan LO

La sua è una Primavera che si apre il varco tra infinite sfumature di rosa: Ryan LO, giovanissimo designer nato a Hong Kong ma residente ormai da anni a Londra, in controtendenza con il minimalismo imperante opta stilisticamente per una iperfemminile, elaborata ridondanza.

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La sua carriera prende il via quando s’iscrive al London College of Fashion. A fine corso, svolge uno stage presso Charles Anastase dove ha modo di affinare una manualità appresa da autodidatta grazie ai tutorials di You Tube. L’artigianalità è parte fondamentale e integrante del suo concetto di stile: LO forgia e utilizza qualsiasi materiale, si serve massicciamente del tricot che lavora ai ferri egli stesso accostandolo ai più disparati tessuti – preferibilmente, al tulle – aggiungendovi fiocchi e orpelli in gran quantità.

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Nasce così il suo massimalismo, ispirato da eroine cine-televisive iconiche nella loro dicotomia tra la malvissuta singletudine e una brillante carriera come Bridget Jones, Ally McBeal, Miranda Hobbes. Questi personaggi perennemente alla ricerca costante e fiduciosa dell’amore lo affascinano. Questo mood viene espresso nella sua collezione Primavera/Estate 2013 tramite abiti che evocano una femminilità enfatica e densa di analogie stilistiche con i prom dress americani anni ‘60. Un look frou-frou che si giostra tra fantasie floreali, stampe glitterate, broccati, materiali iridescenti e tulle declinati in ogni nuance del rosa: la tonalità ad hoc per le sognatrici del XXI secolo, una sorta di “terapia d’urto” che funge da sovversivo antidoto al minimalismo e diviene parte integrante del progetto stilistico del designer.

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Estro e originalità sono le doti che hanno favorito l’inclusione di Ryan LO tra i designer emergenti promossi dal progetto non-profit Fashion East, che si propone di offrire ai giovani talenti più promettenti la possibilità di avviare una carriera nel mondo della moda e di presentare le proprie collezioni alla London Fashion Week. Il Fashion East ha dato modo Lo di lanciare la sua collezione affiancato da Claire Barrow e Maarten Van Der Horst.

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In Ryan LO l’estrema ricercatezza sartoriale e l’artigianalità di alto livello si fondono trovando nel gusto per l’ornamento e in uno scenografico mix di forme, volumi e tessuti i loro connotati più peculiari. Balenciaga meets bubble-gum, così LOVE Magazine ha definito la sua sperimentazione avant-garde che sottolinea, anche nei contrasti tra materiali, un’inventiva senza limiti. I temi base dell’universo stilistico di Ryan LO prendono forma da una fantasia imbevuta di romantiche suggestioni che si riallacciano ai trend della moderna pop culture e ad una femminilità a cui il designer guarda quasi con gli occhi di un bambino. Motivi che, armonizzati a dovere, si concretizzano in abiti il cui must si riassume in un unico, prioritario requisito: quello della spettacolarità.