Generale Specifico

Vorremmo ribattezzarlo generatore di idee, invece il suo nome originario si forma di due semplici parole: General Idea. Eppure se scaviamo più a fondo, il brand coreano, nato nel 2003, non sembra possedere nulla di generico, le sue espressioni – all’interno della cornice del menswear – sono tutto tranne che sommarie, piuttosto rappresentano i capi sommi della prossima imminente stagione.

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Quindi “general” nel senso di scatolone complessivo, dove ritrovare le massime tendenze del momento, personalizzate e reinterpretate a dovere. La collezione SS2013, che abbiamo visto sfilare a New York lo scorso settembre, è intitolata The Last Lumberjack, l’ultimo boscaiolo, quasi a fare il verso a chi, sopra i jeans, indossa ancora le stesse camicie a scacchi da anni. In realtà, l’ispirazione del designer Bumsuk Choi arriva da un documentario che racconta la critica situazione dei taglialegna di Heilongjiang, in Cina, il cui lifestyle è messo a repentaglio dal progredire urbanistico.

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Ecco allora che le camicie in check si presentano qui come urlo di protesta, o meglio, come traccia di un bagaglio culturale che non deve essere cancellato: sono rivisitate negli accostamenti, legate in vita, infilate sopra a shorts di felpa o nascoste sotto a magliette oversize. Anche il camouflage non è il solito: i suoi contorni appaiono tracciati ad acquerello, con accenti di verde neon per cropped jacket e rifiniture d’orli. Nota bene: neon e non fluo, pertanto meno stridente, più pacato, affinché non possa stancarci mai.

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In spalla, l’immancabile zaino d’avventura. In testa, ovvie berrette: rosse, arancioni o blu, ormai non conoscono stagionalità se non per il materiale impiegato. Il jeans, dal canto suo, è proposto in versione total; non occorre più porre attenzione ai diversi lavaggi, ai chiari o agli scuri, perché patchwork è bello.

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Inoltre, le fasce di tessuto che risaltano ogni singola tasca definiscono maggiormente le silhouettes, nonché assicurano l’effetto mix&match. Un occhio di riguardo va infine alle calzature: non solo scarponi da trekking, ma anche stringate di gomma e cuoio, rivitalizzate da toni brillanti che richiamano nell’immediato le trascorse suole colorate di Jil Sander o i più recenti modelli Prada.

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General Idea ci piace perché riesce con semplicità nella contaminazione effettiva tra alta sartorialità e basso sportswear, tra formalità e casual. Contaminazione che passa quasi inosservata in un gioco continuo di lunghezze, strati sovrapposti e proporzioni alterate. Allora probabilmente dobbiamo intendere “general” in chiave letterale, perché generale è esattamente l’abbraccio che il marchio ci rivolge, in grado di contenerci tutti, senza distinzioni, utilizzando – come possiamo osservare dal sito ufficiale – un linguaggio diretto, privo di ampollosità e soluzioni astruse. General Idea non può non piacere. www.generalidea.co.kr