Gli scatti proibiti di Helmut Newton

Insonnia, troppe immagini per poter dormire tranquilli, un continuo gioco di rimandi tra eros e thanatos, eleganza, bellezza e morte.
Dopo aver rivoluzionato il concetto di fotografia di moda attraverso erotismo, aggressività e dolcezza, una delle icone del ventesimo secolo, Helmut Newton, fa scalo nel nostro paese fino al prossimo 21 luglio al Palazzo delle Esposizioni di Roma, unica data italiana della tournée internzazionale, dopo aver visitato il Museum of Fine Arts di Houston e il Museum für Fotografie di Berlino.

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La mostra prende vita come una composizione orchestrale divisa in più tempi: White Woman, Sleepless Night e Big Nudes.

Scene di lusso e decadenza si spezzano e si rincorrono tra loro per poter esaltare al massimo l’emancipazione femminile e liberare la donna da tutti i suoi veli. Una raccolta di duecento fotografie comparse nei primi volumi a stampa pubblicati dal fotografo, gigantografie dei servizi realizzati nel corso degli anni soprattutto per Vogue, tutti inseriti all’interno di uno sfondo metropolitano senza tempo.

Dopo aver ricevuto il Kodak Photobook Award, White Woman viene oggi considerato uno tra i volumi leggendari del fotografo, per la prima volta il nudo compare all’interno del mondo della moda, la figura della donna diventa provocazione e rivoluzione.

A seguire, due anni dopo nel 1978 Sleepless Night, dove è sempre la figura femminile a dominare l’obiettivo fotografico, ma le immagini di moda si convertono in ritratti per arrivare al reportage, in questo volume tutte le modelle di Newton vengono immortalate in strada e in questo caso la fotografia di moda è predominata dall’erotismo e si trasforma in un legame strettamente personale con il fotografo stesso.

Nel 1981 avviene la pubblicazione di Big Nudes, questo è il momento delle gigantografie che travolgono le pareti delle più celebri gallerie d’arte e viaggiano ininterrottamente in tutto il mondo.

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La maggior parte dei lavori di Helmut Newton rimandano sempre a un’ambiguità di fondo, scatti proibiti che si susseguono in una realtà erotica asciutta, dove ogni lacuna estetica viene biasimata e poi assolta.

È il 1973, quando Newton realizzò il suo primo scatto di nudo d’autore, ad essere immortalata è la celebre attrice britannica Charlotte Rampling, ed è proprio lei oggi ad aprire idealmente questa brillante mostra-viaggio, curata da Matthias Harder, chef curator della Helmut Newton Foundation di Berlino sita vicino alla stazione dello Zoo.

La mostra è una vera e propria eredità visiva perchè la maggior parte degli scatti sono stati selezionati e vissuti dalla vedova del fotografo, June Newton, quando nel 2011 decise di raccogliere tutte le immagini del grande marito.

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Per pochi attimi, le più celebri top hanno abbandonato la propria anima incarnando il maschile e il femminile, indossando busti ortopedici, bloccando il proprio corpo con protesi o semplicemente spogliandosi all’ombra della Torre Eiffel e ancora un fantasmagorico Andy Warhol è immortalato nella stessa posizione della Madonna fotografata in una chiesa toscana, la top Patti Haven è nuda ed accostata alla Vergine Maria di Poggibonsi, questi sono solamente alcuni degli scatti scatti che troverete all’interno di questo viaggio irrefrenabile. Gli stati emotivi che s’incarnano e si diramano tra loro sono innumerevoli, l’erotismo travolge la dolcezza, Helmut Newton travolgerà sempre la nostra coscienza.