Scoprendo Circoloquadro

Su Enquire abbiamo intervistato fotografi, illustratori, pittori, e tutti ci hanno parlato delle proprie produzioni, dei loro inizi, delle loro mostre. Perché una volta non intervistare chi, con impegno, dedizione e curiosità, mette a loro disposizione gli spazi espositivi?
Oggi è la volta di un altro spazio milanese, Circoloquadro.
In Via Genova Giovanni Thaon di Revel 21, Milano, il 18 novembre 2010 si inaugurava Circoloquadro, situato all’interno della Fonderia Napoleonica, in uno spazio sotterraneo. La Fonderia è un luogo straordinario a Milano per la sua storia e la sua bellezza: entrando dal cancello si apre davanti agli occhi del visitatore un micro borgo formato da due cortili interni e dal corpo centrale dell’antica fonderia. Uno spazio inaspettato e insolito per la città, in grado di stupire.
Ne parliamo con Arianna Beretta.

Buona lettura!

05 CQ Interno

Quando e come nasce il vostro spazio? Si tratta di una fondazione ex-novo oppure le strutture (fisiche, ma anche associative/gerarchiche ove presenti) sono preesistenti?

Circoloquadro, o CQ come ormai viene chiamato familiarmente, nasce da una idea mia e di Laura Calevo, un’amica con cui condivido la passione per l’arte contemporanea. Abbiamo coltivato questa idea a lungo, finché non ci siamo decise e abbiamo fondato CQ. La spinta principale è derivata dal desiderio di mettere a disposizione di artisti, curiosi e amanti del contemporaneo, un luogo in cui entrare senza paura. Una realtà fisica da vivere e da “usare”. Direi che questo obiettivo è stato pienamente raggiunto, se pensiamo che oggi, a soli due anni dall’apertura, CQ è diventato un punto di ritrovo per artisti, critici e curatori, che nel tempo sono diventati amici.

Qual è, in breve, la vostra storia? Quali sono state, ad oggi, gli eventi più importanti e più caratterizzanti, quelli che maggiormente denotano la vostra struttura?

Dal novembre 2010 a oggi abbiamo realizzato molti progetti e conosciuto persone a cui ci siamo affezionate. La nostra attività consiste nella realizzazione di mostre (personali o collettive) e di corsi dedicati all’arte e ai linguaggi del contemporaneo, grazie ai quali sosteniamo l’associazione.

Tutte le nostre mostre sono state importanti per noi, perché ogni volta abbiamo la possibilità di conoscere nuovi artisti e di attivare uno scambio e un confronto che arricchiscono entrambe le parti e che ci spingono a proseguire con entusiasmo (ma anche tanta fatica!). Ogni volta si creano stimoli e suggestioni che ci spingono a proseguire. Allo stesso modo i corsi realizzati finora ci hanno permesso non solo di sostenere economicamente le nostre attività, ma di conoscere giovani artisti e creare un ambiente vivo.

Abbiamo anche realizzato incontri, performance e presentazioni di libri.

In che ambiente nascete? Intendo a livello urbano e di atmosfere artistiche – se insomma, la città in cui operate è viva e attiva a prescindere dal vostro intervento o se invece siete un avamposto e laboratorio creativo?

CQ è a Milano, una città che offre molto a chi è interessato all’arte contemporanea. Quello che ci distingue in modo forte, e che ci viene riconosciuto da molti, è l’essere un luogo dove gli artisti possono incontrare altri artisti e attivare così dinamiche di scambio e confronto che sono andate ormai perse. Non è strano infatti che durante il pomeriggio passino a CQ artisti giovani, ma anche meno giovani e già affermati, che si fermano per una chiacchiera, per scambiare qualche idea, per commentare quello che succede. E non è raro che le discussioni si facciano accese! Il che è segno di un interesse e un coinvolgimento vero e profondo.

E qual è la risposta della città e delle istituzioni cittadine alla vostra presenza? È uno scambio proficuo e le amministrazioni si sono rivelate interessate alla vostra attività?

Finora non abbiamo molti contatti con l‘amministrazione, se non per le richieste di patrocinio gratuito per i nostri corsi, che abbiamo ottenuto proprio grazie alla qualità delle proposte didattiche.

Si è creato un giro – di persone, di artisti, di energie – intorno a voi?

Sì, direi proprio di sì. Capita spessissimo che che ci si fermi a cena con gli amici che passano a CQ. Anche i nostri pomeriggi sono densi di incontri e di visite che sollecitano riflessioni e progetti. CQ è diventato, come dicevo, un punto di riferimento, che si è affermato per la capacità di accoglienza, ascolto e ospitalità, lontano da un’idea di arte elitaria o inaccessibile.

Come avviene la scelta delle attività e delle mostre? Chi decide cosa proporre al pubblico e come viene attuata questa decisione?

In genere io propongo le mostre e insieme a Laura decidiamo la loro fattibilità; allo stesso modo funziona con i corsi. Oggi abbiamo meno difficoltà rispetto agli inizi: proprio perché CQ sta diventando un luogo importante per gli artisti, abbiamo una ampia possibilità di collaborazione con loro e soprattutto, fondamentale per noi, la possibilità di conoscere giovani artisti da vicino.

Quali sono le modalità di finanziamento? Esistono modalità di sostegno da parte di chi frequenta il vostro spazio, o aiuti da parte delle amministrazioni più o meno locali? Quali sono le difficoltà maggiori che trovate nel proseguire la vostra attività in un momento difficile come questo?

Come dicevo prima, i corsi servono per sostenere le spese dell’associazione, ma non sono sufficienti. Ancora oggi infatti CQ dipende dal finanziamento dei soci fondatori, che contribuiscono anche con una notevole mole di ore di lavoro, e che cercano di destreggiarsi tra lavoro “ufficiale” e CQ.

Quali sono le vostre modalità di promozione? Siti, social network, altro?

Puntiamo soprattutto sui social network: la nostra pagina facebook è viva e viene aggiornata costantemente. Insieme a facebook, twitter, sito web, instagram (la novità, che sarà concentrata sulla “vita quotidiana” di CQ). Senza dimenticare il passaparola, la fisicità, il vedersi,: tutto questo è per noi fondamentale e imprescindibile, anche se a volte costa fatica, ma CQ non potrebbe esistere come spazio vuoto, come una scatola per esposizioni. Facciamo anche parte del circuito “That’s contemporary”, un network di gallerie e spazi espositivi milanesi dedicati all’arte contemporanea.

04 Corso 2011

E quali sono le reti tra i vari spazi espositivi italiani? Conoscete, siete in contatto con esperienze simili alla vostra disseminate sul territorio?

Avete mai portato avanti progetti comuni? Credete possa essere un’idea interessante, un modo per mettere insieme menti e progetti simili?

Non è semplice lavorare in rete: c’è molta esitazione, c’è sempre la paura della concorrenza. Riteniamo che questo sia un atteggiamento vecchio, che non può più funzionare. Oggi è strategico lavorare in rete, sostenere i progetti e condividere le esperienze. Da poco abbiamo iniziato a dialogare con un paio di realtà simili alle nostra e stiamo cercando di capire cosa potere realizzare, unendo le competenze e le potenzialità.

Quali sono gli altri progetti in calendario per quest’anno?

Quest’anno abbiamo progettato una serie di mostre dedicate ad artisti under 30: abbiamo realizzato la personale di Patrizia Emma Scialpi, a febbraio inaugureremo la personale di Irene Balia e stiamo lavorando ad altre due mostre. I nostri corsi invece sono in pieno svolgimento e ne siamo davvero molto soddisfatti perché la risposta dei partecipanti è assolutamente positiva.

C’è qualcos’altro che volete aggiungere?

Vorrei sottolineare che le mostre vengono tutte accompagnate da un catalogo con testo critico perché crediamo fermamente che esse debbano costituire un momento importante per la vita e la carriera di un giovane artista. Vorremmo fare crescere una generazione di curatori e l’occasione si è già presentata per Sara Passigato e Marta Cereda che curerà la personale di Irene Balia, nostra prossima mostra. Tengo molto a questo perché vogliamo che CQ diventi una possibilità di crescita per tutti e possa costituire un’opportunità sia per gli artisti sia per i critici.

Mi piace anche ricordare come molti artisti già affermati e conosciuti abbiano spesso ripetuto che il clima che respira a CQ mancava da ormai molto tempo a Milano e come essi stessi si siano esposti in prima persona per sostenere la nostra realtà e siano sempre presenti. Insieme a loro dovrei ringraziare una moltitudine di artisti e curatori che ci sostengono continuamente con la loro presenza.

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Per tutte le altre informazioni, vi rimandiamo al sito di CQ www.circoloquadro.com