That’s Really SUPER!

La MFW della scorsa settimana ha visto, fra le varie fiere collaterali alle passerelle del pret-à-porter donna, una new entry targata Pitti Immagine: parliamo del SUPER.

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Dopo il Pitti Immagine W (preview fiorentina delle collezioni donna concomitante al Pitti), le sfilate e i guest designers che da qualche stagione rappresentano il vero happening di moda a Firenze, il Touch! Neozone/Cloudnine e la mini-collaborazione con Not Just a Label, ecco il primo salone interamente dedicato al womenswear – abbigliamento ed accessori – che presenzia la settimana della moda donna milanese.

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Enquire è andato ovviamente a curiosare facendosi un giro per il padiglione della ex-fiera di Milano scelto come location – un grande loft dall’esposizione circolare e concentrica.

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L’atmosfera è informale, rilassata, si respira aria nuova nonostante tanti brand siano nostre giovani/vecchie conoscenze: Dark Level, A-Lab, Arnoldo Battois, Charline De Luca, Cor Sine Labe Doli. Sembra di trovarsi al Capsule di Parigi: i buyer passeggiano tranquillamente per gli stand, c’è chi fa un ordine – sì, perché qui “si scrive”, chi chiacchiera con il designer, non ci sono blogger messi “in tiro” o in posa per farsi immortalare, i fotografi badano al prodotto e agli espositori senza puntare come faine questo o quell’outfit.

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Il SUPER piace, forse più del suo illustre genitore (il Pitti), imbastardito ormai dal crescente interesse verso cool-hunters, trend-setters e wannabes a discapito probabilmente della selezione dei marchi e della qualità del prodotto.

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Matteo Rancilio di Dictionary (Milano) è entusiasta e ci regala il suo parere di buyer: “Il SUPER a me è piaciuto, soprattutto per il mood rilassato, come all’estero. Nel complesso il SUPER è una spanna sopra tutte le altre fiere italiane, se ci fossero anche stranieri sarebbe il massimo”.

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Last but not least: il London Green Closet, voluto e sponsorizzato dal British Fashion Council, garantisce una certa internazionalità alla fiera, collocandola perfettamente in linea con le sue colleghe d’oltralpe (il Capsule uomo ospitava Channel Kobe mentre l’edizione donna dei giorni scorsi ha dato visibilità a dieci giovani marchi italiani con il progetto Italian Talents Show Room). Cinque brand inglesi presentano le loro creazioni realizzate nel rispetto del lavoro etico e dell’ambiente – il nostro favorito: Gabriella Ingram decisamente, costumista di professione viene dal mondo del teatro da cui sicuramente trae grandissima ispirazione. Le sue creazioni sono piccole borse dal design essenziale ma fuori dal comune.

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Ci chiedono se il SUPER ci sia piaciuto e se vorremmo fosse un appuntamento fisso, anche con una doppia data in calendario; rispondiamo “sì” e “no”. Enquire dà un bell’8 all’organizzazione della fiera e alla scelta degli espositori, ma saturare le varie fashion week di presentazioni e frammentare la visibilità dei designer probabilmente non è una buona idea.

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In attesa di sapere cosa ci aspetterà a giugno, potete dare un’occhiata al sito e ai marchi ospiti di questa prima edizione: www.milanosuperfashion.com e www.pittimmagine.com

Questo articolo fa parte del progetto fotoblog di Fotosociality promosso da Samsung Italia, in cui i più influenti blog e webzine d’Italia racconteranno il loro mondo attraverso articoli ed immagini scattate con la nuova Galaxy Camera.