Bianco, nero: Gian Giacomo Pepe

Genovese classe 84.
La sua passione come per tanti altri è la fotografia. Passione che coltiva giorno per giorno.
Lui è Gian Giacomo Pepe e ci fa compagnia quest’oggi, con questa piacevole chiacchierata.
Buona lettura, visione.

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La fotografia per te è?

Il bianco e nero.

La tua prima memoria fotografica?

Casa mia, scatoloni pieni di foto fatte da mio padre, le sue macchine appoggiate vicino… Le Polaroid e i negativi.

Come ti sei avvicinato alla fotografia?

Come ti dicevo sopra, mio padre ha sempre avuto macchine fotografiche, era un qualcosa che mi affascinava da sempre, poi per caso ho accompagnato un amico fotografo per un servizio. È da li che ho incominciato con la fotografia. È li che è cambiato tutto. Il giorno dopo avevo già una vecchia Nikon e provavo a fare le prime foto; una catastrofe.

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La tua macchina fotografica?

Ora un Olympus a pellicola, una punta e scatta, mi ci trovo benissimo e quasi tutte le foto che vedi sono fatte con quella.

Che rapporto hai con il digitale?

Diciamo un buon rapporto a distanza. Ho iniziato fotografando appunto in digitale, era la cosa perfetta per i miei primi lavori, i colori e le atmosfere.

Poi sono cambiato, mi sono interessato alla pellicola, alla resa che dava, alla grana e ora non cambierei per niente al mondo la pellicola col digitale.

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Perché il bianco e nero?

Perche per me è la fotografia.

Da fotografare: meglio un corpo femminile o maschile?

Femminile, non serve neanche chiederlo.

Il corpo femminile è tremendamente perfetto: le linee, le curve, le sue stesse imperfezioni. È una cosa meravigliosa.

Ho fotografato pochi uomini e onestamente se non fotografo quello che mi piace, non riesco a fare cose belle, non ci metto quel qualcosa in piu  che esce quando fotografo una donna.

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Se esistesse il nobel per la fotografia tu a chi lo daresti?

Difficile, ma cosi su due piedi direi a Henri Cartier-Bresson, ma tempo di leggere questa risposta ho già cambiato idea dieci volte.

Un fotografo italiano che stimi particolarmente?

Toni Thorimbert.

I peggiori 50 euro della tua vita?

Direi quelli persi un pò di sere fa.

Se la tua vita fosse un film, quale ti piacerebbe che fosse?

Sicuramente un film in bianco e nero, muto; senza lieto fine e che duri poco.

Un viaggio, dove?

Turchia.

Un film, un libro e una canzone.

Il film direi Je, tu, il, elle. di Chantal Akerman del 1974.

Il libro Camera chiara di Roland Barthes che ho letto pochi giorni fa, e lo consiglio per chi come me non ne aveva mai avuto l’occasione.

La canzone Annarella dei CCCP.

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Il suo sito www.giangiacomopepe.tumblr.com