Jim Phillips VS Jeremy Scott – Street Spirit

Ormai, si sa, per tenersi aggiornati su quello che accade nel mondo, basta stare connessi su facebook. Il tg e i quotidiani sembrano roba obsoleta; se si vuole essere “sul pezzo” in tempo reale, bisogna stare attenti a ciò che sui social diventa più che mainstream. Nelle ultime due settimane si è postato a raffica su alcuni temi caldi: le elezioni, le dimissioni di Ratzinger, Berlusca che restituisce cose, Pistorius che uccide la fidanzata, sorvolando sui post calcistici che manco fossimo alla snai.

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E poi appare lei: una bella polemica da fashion system, streetwear addicted e skaters. Jeremy Scott è accusato di plagio per aver realizzato la sua intera collezione FW2013 con le grafiche dell’artista Jim Phillips senza, ovviamente, alcuna autorizzazione. Condivisioni, twittate, re-post e commenti si sprecano, a partire da quelli dei siti più autorevoli del panorama street (Highsnobiety e Hypebeast in prima linea).

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Facciamo un passo indietro. Jim Phillips è un artista, grafico e illustratore 100% made in California, noto nel mondo dello skateboard, del surf e dello streetwear per essere stato art-director di Santa Cruz Skateboards e per le numerose collabs con aziende come Stussy e Vans. La sua “Screaming Hand” è un’icona per gli insider così come per i semplici simpatizzanti di questo mondo, ma sono numerosissime le grafiche realizzate nella sua lunga carriera, iniziata già negli anni ’60, per tavole, locandine, copertine, posters, t-shirts e stickers.

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Jeremy Scott, classe ’74, è invece lo street-guru di questo decennio, colui che ha contribuito a sdoganare le sneakers e l’abbigliamento sportivo in generale, facendoli diventare capi fashion, limited edition, must-have di stagione. La sua linea Jeremy Scott X Adidas Originals ha dato vita a pezzi più che riconoscibili – dal chiodo con le ali al vestito/canotta da basket, alle scarpe dotate anch’esse di ali proposte in tutti i colori e i materiali, a quelle con Topolino, l’orso della Coccolino o le ossa dei Flinstones.

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È chiaro che stiamo parlando di due mondi completamente diversi, quasi assurdo metterli anche a confronto: da una parte abbiamo la storia, l’essenza, la passione, la genuinità di uno stile di vita; dall’altra, invece, c’è la dorata, plastica, fittizia, caduca stagionalità dei trend. Ma, come accade sempre più spesso, ecco questi due emisferi incrociarsi, sebbene questa volta il risultato non sia alcuna feature da cui trarre reciproco beneficio, bensì la sopracitata polemica.

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A ben vedere, infatti, la collezione Jeremy Scott FW13 che ha sfilato di recente a New York fa più che strizzare l’occhio allo stile di Phillips: su felpe e maglie, uomo e donna, campeggiano ectoplasmi colorati che ricalcano perfettamente nei tratti e nei toni quelli disegnati dall’artista per delle tavole della Santa Cruz. Che lo streetwear “new school” sia a corto di idee originals e si senta costretto a “trarre ispirazione” da chi la strada l’ha fatta e vissuta veramente?

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Noi di Enquire non vogliamo rispondere a questa domanda, ma siamo curiosi di conoscere l’epilogo di questa vicenda: un mea culpa dello stilista (questo sembra l’invito del CEO di Santa Cruz Skateboards, nel comunicato stampa che conferma il plagio) o una bella battaglia legale?
Chi vivrà, vedrà. Stay Tuned!