Scoprendo Art Kitchen @ Superground

Su Enquire abbiamo intervistato fotografi, illustratori, pittori, e tutti ci hanno parlato delle proprie produzioni, dei loro inizi, delle loro mostre.
Perché una volta non intervistare chi, con impegno, dedizione e curiosità, mette a loro disposizione gli spazi espositivi? Torniamo ancora una volta a Milano – una città che ci offre ancora un altro interessante spazio da esplorare. Questa volta andiamo a Art Kitchen, presso Superground in Via Dionigi Bussola 4, a parlare con Elisa Rossi, presidente dell’Associazione Culturale Art Kitchen, e con Simone Martoccia, responsabile di Superground a Milano.

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Quando e come nasce il vostro spazio? Si tratta di una fondazione ex-novo oppure le strutture (fisiche, ma anche associative/gerarchiche ove presenti) sono preesistenti?
Art Kitchen è un’organizzazione creativa fondata a Milano da Jacopo Perfetti e Ivan Tresoldi nell’Aprile del 2007 e Superground è la sua sede. Uno spazio culturale nato dalle ceneri di una vecchia mensa operaia lasciata in stato di abbandono e degrado per 15 anni, prima che noi la ristrutturassimo completamente per trasformarla in un luogo di arte, cultura e creatività.  Di ex novo dunque non c’è la struttura (Milano è così ricca di edifici da ristrutturare e rivivere, che costruire qualcosa ex novo sarebbe un peccato e un grande spreco), bensì l’aspetto esteriore riqualificato e le attività artistico creative che all’interno vengono fatte.
Un tempo mensa operaia, oggi cucina dell’arte.

Qual è, in breve, la vostra storia? Quali sono state, ad oggi, gli eventi più importanti e più caratterizzanti, quelli che maggiormente denotano la vostra struttura?
A seguito della vincita del bando comunale abbiamo dovuto superare numerosi ostacoli burocratico amministrativi prima di riuscire a mettere piede (e soprattutto mano) a Superground.
La situazione della struttura era terrificante, il degrado altissimo, ma lo spazio magnifico e noi ne percepivamo già la bellezza. Così, superati gli intoppi burocratici iniziali, ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo ristrutturato gli spazi e dipinto i muri con l’aiuto di alcuni amici artisti.
Questo senz’altro è stato il momento più faticoso, ma anche più soddisfacente e caratterizzante della storia di Superground. I primi tempi la gente che passava qui davanti in macchina ci salutava e ci gridava frasi di incitamento, alcuni si fermavano a fotografare il lavoro di riqualifica in atto e gli artisti all’opera sui muri. Altri ci lasciavano biglietti attaccati al cancello, che trovavamo la mattina dopo quando aprivamo. La riqualifica non è piaciuta solo a noi!

In che ambiente nascete? Intendo a livello urbano e di atmosfere artistiche, la città in cui operate è viva e attiva a prescindere dal vostro intervento o se invece siete un avamposto e laboratorio creativo?
Art Kitchen e Superground nascono da esperienze artistiche, creative e culturali che abbiamo vissuto in passato in prima persona nella nostra città. In particolare dall’Illegal Art Show, un network di happening artistici ideato da Jacopo Perfetti e realizzato a Milano e in molte città italiane e straniere, dall’esperienza di gestione di un circolo Arci artistico – culturale sempre a Milano e dall’esperienza di poesia di strada di Ivan. A seguito di questi percorsi nasce Art Kitchen e poi Superground, con il desiderio di continuare a promuovere cultura, arte e creatività nella nostra città. Superground è oggi  un luogo culturale polivalente, pensato per promuovere e far emergere nuove forme di creatività, d’espressione artistica e d’intrattenimento culturale ad alta qualità.

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E qual è la risposta della città e delle istituzioni cittadine alla vostra presenza? È uno scambio proficuo e le amministrazioni si sono rivelate interessate alla vostra attività? Si è creato un giro – di persone, di artisti, di energie – intorno a voi?
Il bando per l’assegnazione della struttura divenuta oggi Superground lo abbiamo vinto nel 2006, tempo in cui i rapporti con l’amministrazione comunale non erano molto vivi e proficui.
Negli ultimi tempi la relazione con le istituzioni cittadine è andata migliorando e abbiamo un’interlocuzione e un confronto attivo sia con la Zona 6  dove ci troviamo, che con il Comune, entrambi interessati e coinvolti nelle nostre attività. Abbiamo inoltre stretto legame con molte realtà culturali, associative e sociali della Barona (dove siamo) e di tutta la città e spesso il nostro cortile è ricco di amici, artisti e creativi che passano a trovarci, per fare due chiacchiere o per discutere di un progetto da realizzare insieme.

Qual è la vita di uno spazio come il vostro? Che tipo di attività vi si svolgono all’interno?
Superground è uno spazio culturale polifunzionale di circa 600 mq che ospita attività artistiche, sociali, culturali e teatrali. Grazie al gusto e alla romantica estetica del suo passato industriale lo spazio è un ambiente ideale per l’organizzazione di mostre di arte contemporanea, eventi culturali, laboratori, convegni e spettacoli teatrali. È uno spazio dove laboratori creativi, studi d’arte e spazi espositivi per produzioni interne convivono con il fine di creare un contenitore per la coesione sociale e la ricreazione culturale e di valorizzare canali innovativi e rigeneranti legati all’arte e alla creatività, che siano stimolo e motore per i giovani del territorio e della nostra città.

Come avviene la scelta delle attività e delle mostre? Chi decide cosa proporre al pubblico e come viene attuata questa decisione?
Le attività artistiche e culturali che abbiamo in programma si dividono tra quelle che organizziamo noi come Art Kitchen e quelle che ospitiamo, che sono ideate e prodotte da altri soggetti/partner che condividono con noi la stessa necessità di diffondere arte e cultura e con i quali abbiamo un’ affinità particolare. In entrambi i casi cerchiamo di mantenere una coerenza estetica e di immaginario, puntando su artisti e realtà più o meno affermati, che fanno della ricerca artistica un punto di forza: ci piace sperimentare, proporre contenuti nuovi, freschi e a volte anche provocatori. Abbiamo un occhio di riguardo per le attività che prevedono una buona dose di artigianalità ed autoproduzione, convinti che la fatica e l’impegno personale generino valore e abbiano un grado di apprezzamento maggiore. Delle attività si occupa principalmente Simone Martoccia in stretta collaborazione con Filippo Basile.

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Quali sono le modalità di finanziamento? Esistono modalità di sostegno da parte di chi frequenta il vostro spazio, o aiuti da parte delle amministrazioni più o meno locali? Quali sono le difficoltà maggiori che trovate nel proseguire la vostra attività in un momento difficile come questo?

Le attività organizzate in Superground sono quasi tutte gratuite. Da sempre crediamo che arte e cultura debbano essere libere e quindi fruibili da tutti, senza porre alcun tipo di limite.
Ma la sostenibilità dello spazio è naturalmente il problema principale. Dato il periodo faticoso che il nostro Paese sta affrontando e che le realtà artistico-culturali come la nostra si trovano a fronteggiare, non è facile trovare i fondi necessari al sostentamento e allo sviluppo delle progettualità, neanche da parte delle amministrazioni che, benché apprezzino il nostro lavoro e le nostre attività, non hanno quasi mai la possibilità di contribuire e supportarlo.

Quali sono le vostre modalità di promozione? Siti, social network, altro?

Superground ha un sito interamente dedicato con la storia dello spazio, le attività che vengono proposte, fotografie, video e commenti. Così come Art Kitchen ne ha uno dedicato a tutto ciò che realizziamo al di fuori della nostra sede. Utilizziamo molto anche social network e piattaforme come Facebook, Vimeo, Tumblr, Instagram, Twitter; canali fondamentali per comunicare con il nostro pubblico e target di riferimento e abbiamo un nostro blog, B.O.A.T.S. (acronimo per Based On A True Story, qui www.boats.artkitchen.org), dove raccontiamo le nostre attività ma anche le nostre vite al di fuori di Superground e di Art Kitchen. Ogni mese mandiamo una newsletter alla nostra mailing list, con le attività del mese successivo e un pensiero, una riflessione, che vogliamo condividere con i nostri followers.

E quali sono le reti tra i vari spazi espositivi italiani? Conoscete, siete in contatto con esperienze simili alla vostra disseminate sul territorio? Avete mai portato avanti progetti comuni? Credete possa essere un’idea interessante, un modo per mettere insieme menti e progetti simili?

La rete è fondamentale in periodi faticosi come questo perché aiuta a ottimizzare le risorse, mettere insieme pensieri e creatività e realizzare progetti comuni unendo forze e obiettivi condivisi. Milano è una città viva e creativa,  ricca di spazi artistico – culturali affini a Superground che naturalmente conosciamo e con i quali siamo in contatto costante. Tra i tanti c’è lo Spazio Orlandi con il quale abbiamo collaborato in occasione di una mostra realizzata contemporaneamente da noi e da loro e con il quale abbiamo in programma una nuova produzione nei prossimi mesi.

Quali sono gli altri progetti in calendario per quest’anno?

A febbraio ospitiamo Il piacere | Dissoluto e non dissoluto, mostra collettiva a cura di Pietro Di Lecce e Antonia A. Pansera; a marzo una mostra collettiva di raccolta fondi per i dieci anni dalla scomparsa di DAX, con molti degli esponenti storici della Street Art milanese (Mork, Orticalnoodles, 2501 e altri); una mostra personale a fine marzo; qualche evento ad aprile in occasione del Salone del Mobile e un progetto a maggio del quale non vogliamo dir nulla per scaramanzia. Poi tante altre attività più piccole o in via di definizione. Insomma, di certo non possiamo dire di annoiarci.

C’è qualcos’altro che volete aggiungere?

Make the sky bloom!

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E mentre il cielo fiorisce, noi vi invitiamo a visitare i siti di Art Kitchen, andando su www.superground.org e www.artkitchen.org