Un tè con Colorama

Carwyn Ellis è il nome dell’elfo gallese dai capelli rossi che si cela dietro il moniker Colorama. A qualche mese dall’uscita di Good Music, un vero e proprio gioiellino di musica pop, abbiamo deciso di portare finalmente l’arte e la “voce” di questo artigiano “popolare” anche nel nostro paese.

Ecco quindi a voi il risultato dell’interessante scambio di e-mail, attraverso cui abbiamo cercato di immergerci nel mondo artistico del talento gallese, per un’intervista fuori dai soliti canoni.

Carwyn Ellis

Ti  lasciamo carta bianca per descriverti brevemente al pubblico italiano (chi sei, da dove vieni, che storia hai alle spalle, dove sei diretto..)

Ciao, il mio nome è Carwyn Ellis e vengo dal Galles. Le mie origini sono abbastanza comuni, almeno credo. Da bambino, con la mia famiglia, ho girato tanto, fino a quando compiuti dieci anni ci siamo sistemati ad Anglesey. A diciotto anni ho lasciato il Galles per iscrivermi in un collage di musica a Londra, dove ho studiato musica classica. Terminati gli studi ho cominciato a studiare Rock’n’Soul. Cosa mi aspetta? Chi lo sa!

Hai già alle spalle 5 album (alcuni da solista) ma dei Colorama si è parlato poco. È una tua decisione quella di muoverti in un ambiente di nicchia, al riparo dai riflettori del music business, o è un caso?

Sì, penso che fino ad ora sia stata una scelta quasi inconsapevole. La cosa più bella al mondo per me è creare musica. Niente riesce a darmi più piacere. Ho lavorato nel music business per molto tempo, condividendo le mie esperienze con persone diverse, di cui alcune hanno avuto molto successo. Ma Colorama la ritengo “la mia cosa”. È vero, forse commercialmente non è molto intelligente muoversi frequentemente da un progetto all’altro, ma chi se ne importa! Non ho creato Colorama per una questione di business. L’ho fatto per lanciare nel mondo della buona musica.

Forse è proprio questo prendere le distanze dal business che permette ai tuoi lavori di diventare piccole opere d’arte, autentiche e incontaminate. Non credi?

Lo Spero! Ogni album, ogni collezione di canzoni nasce in modo molto naturale. Sono cresciuto sognando quali dischi volere comprare e scoprire. Ora sogno di farli!

Il suono dell’ultimo Good Music è ricoperto da una patina di nostalgia per la musica dei gloriosi anni sessanta, ma riesce a suonare incredibilmente fresco, attuale e fuori dal tempo. Da un punto di vista compositivo, sei uno che tende a indirizzare lo sguardo verso il passato, o che tende a guardare sempre in avanti? E a chi – o a cosa – ti ispiri?

Me lo chiedono molto spesso e non sono mai sicuro della risposta. Quando scrivo una canzone cerco dentro me stesso le parole, le storie e le melodie. Come si forma il resto dipende da quali punti di riferimento hai in quel determinato momento. I miei cambiano spesso. Certamente ho ascoltato un sacco di musica degli anni sessanta nel passato, ma attualmente non lo faccio molto. Ma è tutto dentro, tutto ciò che ascoltiamo o tutto ciò che ci passa davanti. Ho provato a fare Good Music intrecciando più generi possibili. Ci sono piccoli riferimenti dappertutto: Spirit, Left Banke, Pointer Sisters, Peter Tosh, Prince, Lalo Schifrin, Nilsson, Bacharach. In questo momento invece sto ascoltando molta musica francese. Dagli Air a Sebastian Tellier fino ai Soulwax.

Good Music

Sei in grado di sfornare melodie incredibili. Ci sveli qual è, secondo te, la soluzione magica che serve per comporre un buon pezzo pop?

Non credo di esserne in grado di spiegarvelo! La musica è una cosa fantastica, non finisce mai. Se tu gli dai il permesso di passarti attraverso, lo farà.

Sei in questo momento, insieme a Gruff Rhys dei Super Furry Animals, tra i principali esponenti della scena musicale gallese. Ci fai un punto della situazione dello stato della musica nel tuo Galles? Ti va di consigliarci qualche gruppo che ritieni meriti di essere seguito con attenzione?

Grazie, molto carino da parte vostra! Io credo che ci sia un sacco di musica eccellente nel Galles in questo momento. Abbiamo artisti come Cate Le Bon, Euros Childs, H. Hawkline, Trwbador, Richard James, Y Niwl, Yr Ods, El Goodo, Broken Vinyl Club, The Keys, Houdini Dax, Jakokoyak, Cian Ciaran, Gentle Good, 9Bach. Sfortunatamente i tempi sono duri. Ma per qualche motivo, dalle avversità esce fuori sempre dell’arte fantastica. Di sicuro il Galles è ricco di buona musica.

Credi che i tempi siano abbastanza maturi per una tua “scappatella” qui da noi, in Italia?

YES!