A wired trend, flat wedges

Negli ultimi anni le abbiamo viste e riviste, in tutti i colori e materiali, ma la zeppa ha una storia ben più antica da quanto possiamo immaginarci. Nacquero in Grecia, nel teatro greco del V sec. a.C.. Gli attori indossavano i cosìddetti cothurni, scarpe con una zeppa alta circa 20 cm che permetteva una maggiore visibilità sulla scena. Ma la zeppa, fino ad allora ad appannaggio esclusivo dell’uomo, diventa vezzo femminile nella Roma imperiale. Dopo secoli di assenza dalla scena europea, eccole ricomparire in pieno rinascimento nella Serenissima, in cui si utilizzavano per proteggere i piedi delle facoltose dame.

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Per il ritorno serio della zeppa in Europa bisogna aspettare al 1938 quando Salvatore Ferragamo la brevetta, utilizzando materiali per allora insoliti, come il sughero, gli specchi disposti a mosaico, e fasce di pelle policrome.

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Dagli anni ’30 sino ad oggi la presenza della zeppa come scarpa di tendenza nelle mode del momento presenta un andamento altalenante, ma di anno in anno vengono riconfermate per comodità e facilità d’uso. Dando uno sguardo alle collezioni per la primavera estate imminente, le zeppe sono onnipresenti e il denominatore comune è un sostanziale abbassamento del tacco che per la non supererà, quasi, mai i 3-4 cm.

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Tod’s, ad esempio, propone modelli in suède dai colori pastello e con la tradizionale gommatura nella suola tipica del marchio. Il quotatissimo Jeffrey Campbell propone le sue wedge shoes in rafia e corda. Marc Jacobs, da sempre sopra le righe, gioca con le stampe rustiche a quadretti, un pò come la tovaglia della cucina di nonna, per calzature mai convenzionali e divertenti.

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Kenzo, maison rinata dopo l’arrivo Humberto Leon e Carol Lim, lancia per la prossima estate un modello molto punk, con suola viola e fibbia animalier. A giocare con stampe e forme è Marni, che propone zeppe-scultura in legno metallo e metacrilato.

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I minimal addicted si salvano con Stella McCartney e Trussardi che scelgono forme essenziali e, soprattutto la McCartney, impiegano materiali alternativi come PVC e plexiglass, declinati dalle nuances più neutre per la prima e più accese per la seconda. Miuccia Prada snobba in modo sublime il vecchio continente, e crea una collezione d’ispirazione orientale, in cui la scarpa è protagonista: zeppe vertiginose e sandali piatti, vittime di un decorativismo floreale tipico del sol levante e della Pop Art più spinta.

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Naturalmente i marchi che hanno proposto questo genere di calzatura sono molti di più, tra questi, Sergio Rossi, Robert Clergerie, Dries Van Noten e Pollini solo per citarne alcuni.

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Sandali oppure stringate, la zeppa declinata in questo modo ricorderà sicuramente ad alcuni certe scarpe famose durante gli anni ’90. Amarla o odiarla, la zeppa è sempre una questione di stile. A voi la scelta.