C-Newing, il knitwear diventa street

Se apriamo il dizionario, il concetto di “maglia” [s.f. mà-glia, pl. -glie] si riduce a una semplice definizione: “ogni elemento costitutivo di un intreccio a serie formato da fili, anelli o cerchietti di materiale vario”. Se invece sfogliamo il lookbook della collezione F/W2012 di C-Newing ci accorgiamo che quella stessa definizione è capace di estendersi fino a toccare i fili dello streetwear.

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Il telaio è tutto inglese. Cherie Newing studia presso la Royal College of Art e approda assieme al suo brand di maglieria maschile tra i talenti finalisti di ITS 2012. Impossibile non notare le sue creazioni: sono un formicolio di ferventi fantasie, un’esplosione di motivi grafici su tute oversize, varsity jackets e canotte da basket.

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Sembra davvero che la giovane designer abbia fatto proprie alcune nozioni di Missonologia (è il titolo di un libro del 1994 dedicato alla famiglia Missoni, n.d.r.), reinterpretando il knitwear in un contesto urbano, ai piedi di grattacieli di periferia, tra parcheggi sotterranei e lastre di cemento. Non c’è nulla di classico, se non le tecniche di lavorazione, perché il resto è affidato alla forza del colour power. Persino i bomber neri sono arricchiti da strisce di lana, filata in arancione, azzurro e verde, come luci fosforescenti di un semaforo umano.

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Le forme abbondanti ci ricordano i maglioni del nonno, sformati dal tempo e lunghi fino al ginocchio. Un nonno ringiovanito in chiave casual, che si muove frenetico in città, vestito di neo-vintage: ossimoro più che azzardato, ma che riesce a cogliere appieno lo spirito dinamico dei capi di C-Newing. Del resto, il principio di novità lo conserva già nel nome. E se stiamo osando troppo, allora ci penseranno i segnali stradali di STOP, disegnati su felpe e pantaloni, a metterci un freno.

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Per srotolare assieme a Cherie Newing i suoi coloratissi gomitoli, è possibile visitare il sito ufficiale www.cnewing.co.uk.