The Soul Sailor & The Fuckers: The Effects

L’aggettivo outsider associato al nome di Soul Sailor non deve essere inteso in maniera negativa, anzi. Essere outsider in questo caso rappresenta un modo per estraniarsi dal baracchino della musica italiana di questi ultimi anni, che vede il diffondersi ed il ripetersi dei soliti nomi, che vanno formando quel movimento “indipendente” tanto caro agli addetti ai lavori. Soul Sailor piuttosto preferisce muoversi nei basement, viaggiando senza cinture in una condizione compositiva di totale libertà, al riparo dai diktat di certe etichette. Cosa che gli permette di sentirsi totalmente libero di viaggiare, tra citazionismi e tributi a band che hanno fatto la storia della musica rock degli ultimi quarant’anni, in direzioni compositive ora rodate, ora sperimentali.

Badate bene, Simonfrancesco Di Rupo, anima dei Soul Sailor & The Fuckers, ha alle sue spalle una dura gavetta, che a partire dal suo primo gruppo, i Mallard, si è irrobustita con la produzione di quattro album completamente autoprodotti, e numerosissimi live in giro per lo stivale, al fianco di artisti affermati a livello internazionale (Gary Powell dei Libertines, Dave Rowntree dei Blur e Alan McGee, fondatore della mitica etichetta di Manchester Creation Records).

In questo fine 2012 vede la luce, a due anni di distanza da I Can Only Be An Apocalypse, il suo quinto album in studio dal titolo The Effects Of Getting Wilder And Wilder, in cui ad accompagnarlo ci sono i quattro fedelissimi Fuckers (Franz Mara, Edward Roger, Manu, Magic Toad rispettivamente alla chitarra, basso, cori e batteria).

Ventisette minuti di sferragliate di puro rock ‘n’ roll dalle forti tinte psichedeliche (Wop Bop A Loo Bop A Lop Bam Boom, The Effects Of Getting Wilder And Wilder, Song For The Enemy), che si intrecciano a interessantissimi  capitoli di folk blues made in West Coast, con una mano tesa al Northern Soul dei “fratelli Neri” (You Gotta Let Me Know It, Babe, When I Miss My Belle, Soul Song#1). Una ricetta che appaga dalla sete di buona musica, onesta e genuina.

The Effects Of Getting Wilder And Wilder è una scossa di energia che ha il merito di riuscire a mescolare stili e influenze diversi tra loro (dai Kinks, al Paul Weller in versione soul, fino ad arrivare a Neil Young e a strascichi vagamente britpop), e che siamo sicuri, a cui il live saprà rendere ancor più giustizia.