Limbic Lobe’s Lie @SoS

Anna Canavesi e Luca Ranzani, aka Cannuzz aka Kappa aka Bic Indolor aka Limbic Lobe’s Lie: come nome usate quello che preferite, la sostanza è la stessa.
Lei, un’artista che  parte dal liceo artistico, passa attraverso NABA e prosegue all’Accademia di Brera, collabora con Luca Ranzani, che si forma nell’ambito dell’educazione e della neuropsichiatria.
Anna Canavesi dice di lei: “Disegno sempre e ovunque, un domani (non troppo lontano) mi auguro di  poterlo fare per lavoro.
Il supporto va sempre bene, che siano magliette, carta da lucido, fogli  di manifattura pregiata o biglietti del treno è la stessa cosa. Mi basta una penna e un po’ di tempo.
A chi mi dice che quello che faccio è inutile di solito non rispondo, perché non trovo il modo per spiegare che l’utilità di un qualcosa non si ferma al suo essere pratico ma va oltre. Solo che quell’oltre è infinito/è l’infinito.
Come lo posso qualificare in una spiegazione?
Mi prendo le critiche e le beffe come uno spunto, ci faccio su un altro disegno.
I temi sono vari, dallo sberleffo al ritratto realistico, al tatuaggio. Anche se  quello che mi riesce meglio è disegnare i mostri della mia testa, There’s someone in my head but it’s not me come dicevano i Pink Floyd.”

Partiamo dal nome Limbic Lobe’s Lie, Cannuz, Kappa, Bic Indolor. Da cosa nascono?

Cannuzz e Kappa, ovvero Anna Canavesi e Luca Ranzani.

Nomi cuciti addosso da quando si era undicenni.

Abbiamo depositato e registrato un marchio chiamato Limbic Lobe’s Lie; tradotto letteralmente significa La bugia del lobo limbico.

In molti ci contestano la difficoltà e la lunghezza di questo nome, che spesso viene storpiato in modi molto più divertenti dell’originale. È diventato anche biciclop’s lie.

Noi lo abbiamo trovato da subito un nome perfetto, perchè si riferisce ad un ambito scientifico/clinico specifico, Luca arriva dal settore dell’educazione, con esperienza in neuropsichiatria:  il sistema limbico è una struttura celebrale che supporta funzioni  come l’emotività e la memoria a lungo termine.

Se però il nostro cervello ci mente c’è qualcosa che non va, nasce un’allucinazione.

Ci piace definire quello che facciamo delle piccole allucinazioni da indossare, per fuggire alla noiosa uniformità del reale.

Bic Indolor è uno pseudonimo che uso io (Cannuzz), non legato alla produzione di capi d’abbigliamento, ma riguardante più che altro disegni e illustrazioni.

È personale, ma è stato stato il principio di tutto.

All’Accademia di Belle Arti cercavo il modo per esprimere i pensieri e mi sono  trovata un nome identificativo: uno dei mezzi con cui preferisco disegnare è la penna Bic. È diventata una cura, il sollievo contro ogni cosa che non va.

Dal blog si vede che hai una fitta serie di merchandising. Quando avete iniziato a customizzare magliette ?

Abbiamo iniziato a disegnare su magliette dopo un concorso, nel 2010, che prevedeva la personalizzazione di una t-shirt bianca.

Avevamo partecipato un po’ per gioco, ma qualche tempo dopo, ci siamo informati sul funzionamento di mercatini vari, e ho partecipato al primo come Bic Indolor.

Poi via via abbiamo trovato eventi sempre più interessanti e abbiamo elaborato un nome diverso, che potesse identificare l’abbigliamento hand draw che proponiamo.

Ci siamo fatti conoscere nell’estate 2011, ma c’era ancora qualcosa da chiarire e sistemare; abbiamo ripreso a settembre di quest’anno.

I mostri dei vostri disegni nascono prima nella testa o prendono vita man mano che incidete il  foglio (o il supporto)? I disegni nascono pensati per le magliette scarpe, quant’altro o vengono riadattati in seguito?

Dipende.

Molte volte l’idea nasce prima nella testa, perché si legge qualcosa di interessante, oppure si vede un film illuminante etc.

Molte altre volte invece ci si trova davanti ad un foglio o ad una maglietta bianca e si improvvisa.

Dipende da come ci si sveglia la mattina, se si son fatti dei bei sogni.

Alcuni disegni sono stati pensati apposta per il tessuto, perché più decorativi e quindi di forte resa su una maglietta.

Altri invece sono stati riadattati e ripensati, e questo succede soprattutto con i capi che facciamo stampare.

Inizialmente erano creazioni personali o avete pensato subito in grande?

L’insieme delle due cose.

Ho fatto un po’ di mostre di disegni e illustrazioni, quindi mi ero già confrontata con un pubblico che osservava quel che facevo.

Sia io che Luca siamo dell’idea che quello che facciamo deve innanzitutto essere una soddisfazione per noi stessi, perché altrimenti diventa autolesionismo.

Ci piace parlare con le persone, sentire che apprezzano quello che facciamo: i consensi ti fanno sognare in grande.

Non si sa in quale direzione andremo, se siamo destinati a ripiegarci su noi stessi, a implodere, oppure se faremo un boom.

Alla fine, il sogno non ce lo vieta nessuno.

Dalla vostra  esperienza credete sia fattibile per un giovane studente riuscire a ritagliarsi il suo ruolo nel mercato? Riuscite a farvi conoscere superando le barriere locali o fate fatica?

È fattibile se si hanno voglia e possibilità di mettersi in gioco, l’investimento iniziale è alto, e noi abbiamo sempre lavorato e studiato, e in contemporanea cercato di sviluppare questo progetto che è passione.

Si trovano diversi modi per farsi conoscere, bisogna stare al passo con gli eventi,  cercare di capire cosa è giusto e adatto per quello che si propone.

Inizialmente è tutto esperimento: in certi eventi abbiamo trovato terreno fertile, in altri siamo tornati a casa tristi e abbattuti.

Tramite internet la visibilità è alta. Con lo pubblicità via Facebook abbiamo trovato un sacco di contatti veramente interessanti,  molto più che con il blog.

Quello che salta subito all’occhio è che non è una tradizionale stampa su maglietta. È sempre stato così o hai iniziato anche tu con le stampe tradizionali per poi articolarle in modo più elaborato nel giro collo?

In realtà è stato il contrario.

Abbiamo iniziato con le magliette disegnate a mano, pezzi unici, replicabili anche se mai identici.

Il bello di poterci lavorare direttamente con pennelli e pennarelli è la possibilità di spaziare ovunque, dal collo alla manica, con macchie e mostri informi che fanno il giro del tuo braccio o del tuo collo.

La linea stampata ci permette di lavorare in modo diverso, perché si ha come supporto la carta, e si possono fare dei disegni con effetti che su maglietta non sarebbe possibile ottenere direttamente (non posso lavorare con la mia adorata Bic sulla maglietta!).

Sono tipi di stampe fatte comunque artigianalmente da piccoli laboratori di amici, che a loro volta stanno cercando di avviarsi.

Nel blog si trovano anche delle scarpe. Sono stampe o sono disegnate a mano?

No, le scarpe sono esclusive e disegnate a mano. Un lavoraccio.

Di solito sono realizzate su commissione, così  i prodotti diversi dalle magliette (anche i cuscini ci sono stati appositamente richiesti).

La cosa davvero fondamentale è disegnare sempre, come il supporto qualsiasi esso sia va bene.

Con tutte queste creazioni state cercando di spianarvi la strada verso un futuro lavorativo? Vi piacerebbe avere una  linea di moda o è un’eresia?

Non ci dispiacerebbe, anzi, a Luca farebbe molto piacere essendo molto attento e curato nell’aspetto estetico. Un modaiolo in sostanza.

A me basta disegnare perchè è quello che vorrei fare per vivere (per ora vivo per disegnare): una linea di moda sarebbe interessante, ma non ci precludiamo altre vie.

Il 7 Dicembre avremo modo di conoscere le creazioni Limbic Lobe’s Lie ad SOS, mostra d’arte estemporanea organizzata da Yourban Musiclab. Cos’hai pensato quando ti è stata fatta la proposta? Capitano spesso o sono inusuali proposte simli?

Fra tutte le proposte che ci sono state fatte questa non è proprio inusuale, perchè ci è capitato di esporre a qualche serata con concerti e performance live (anche nostre); però un evento pensato e organizzato nel modo in cui mi è stato descritto mi ha attirato da subito, sia per il tipo di locale in cui si svolgerà l’evento, sia per la possibilità di “ampliare il giro” (che per ora non si è allargato oltre Mantova).

Il loro sito wwww.limbiclobeslie.blogspot.it