Eleganza re-innovata: Nicolas Andreas Taralis

Coniugare l’eleganza con la sofisticata ricerca di materiali e forme non è sempre un gioco da ragazzi. I presupposti richiedono talento, energia e capacità a livelli elevati. Ecco perché, in alcuni casi, alcune collezioni non vengono immediatamente comprese dal grande pubblico e cadono nei dimenticatoi della moda. Non è il caso di Nicolas Andreas Taralis che con la sua innata inventiva stroboscopica riesce a creare delle creazioni artistiche in movimento, in una rincorsa tra innovazione e classicità.

Il designer, nato a Toronto nel 1975, studia inizialmente alla Parson School of Design di New York, per poi trasferirsi a Vienna e maturare la sua istruzione sotto la direzione di Helmut Lang. Notato nel 2000 da Hedi Slimane, viene scelto come suo assistente nella creazione di Dior Homme. Tre anni più tardi, Nicolas decide di fondare un proprio brand omonimo mentre continua a collaborare con alcuni tra i più importanti designer del momento, come Cerruti nel 2006. Ma è nel 2008 che il brand Nicolas Andreas Taralis viene rilanciato nel firmamento del prêt-à-porter andando incontro ad un nuovo e meritato successo. Per comprendere appieno lo stile e la filosofia innovativa di questo designer analizziamo insieme la Fall Winter 2013, rivolta a consumatori di entrambi i sessi e che, a mio parere, amplia il concetto di tendenza classico con risvolti inaspettati e ipnotici.

Elemento predominante dell’intera serie di abiti rimane indubbiamente l’eleganza geometrica che pervade ogni taglio caratteristico di qualsiasi capo, dalla semplice camicia al più elaborato abito da sera. Questa caratteristica basilare non vieta però al designer di spaziare con la fantasia e plasmare con determinazione linee geometriche rivoluzionarie, definitrici del corpo umano che non ne soffocano l’essenza.

Tutto questo viaggio metafisico all’interno della scienza delle figure viene accompagnato da uno studio approfondito dei tessuti, ribelli a tal punto da essere spesso ritenuti stridenti con la visione d’insieme degli outfit proposti. Non è insolito, infatti, assistere ad abiti dal gusto raffinato realizzati con materiali classici ma innovativi, rivoluzionariamente sintetici seppur nel complesso più vivi che mai. Nicolas non si ferma solo a questi, però: gli altri tessuti dal sapore morbido richiamano alla mente paesaggi crepuscolari e delicati, in una cupa nube di vapore che, come dicevamo, non soffoca le forme umane ma semplicemente le assiste, enfatizzandole.

Gli abiti realizzati non si possono di certo definire micro: le lunghezze sembrano essere un chiodo fisso per il designer di Toronto, ed è per questo che immagina tessuti dilatati nello spazio, estesi allo scopo di ampliare la sensazione che tendono a trasmetterci.

Tocco di classe viene affidato invece alle trasparenze giocate sulla visione naturalizzata di cosa il vestito “dovrebbe” nascondere, creando un contrasto tra seduzione e pura espressione di sé. Il designer sembra voler abbandonare la funzione originaria del vestito inteso come costrittore dell’intimità, per soddisfare un’esigenza altrettanto primaria come l’attrazione meramente sensuale.

Per concludere, le cromie che Nicolas sfrutta ricreano un’atmosfera primaria di inganno e mistero, con nuance che spaziano dal nero al grigio, stemperati con il candore purificante del bianco. Le parole chiave sono, quindi, classicismo, seduzione, innovazione e ricerca: questo è Nicolas Andreas Taralis.