ALTROVE e il suo sguardo altro

Lascia che le cose mi portino Altrove, canterebbe Morgan; ma per il duo creativo Miriam Nonino e Alessandra Milan, quelle cose – esattamente due anni fa, nel 2010 – si sono trasformate in abiti, abiti veri, in vestiti di sostanza, animati e vibranti, volti a farci camminare in punta di piedi sui fili del mondo.

Indossare le creazioni di Altrove è come assumere uno sguardo altro: possiamo vedere attraverso, oltrepassare la superficie, superare i limiti umani. Ecco che Limen – dal latino, confine – è il nome scelto per il battesimo dell’ultima collezione FW2012-13. Una collezione dettata da costruzioni accurate e tagli inconsueti, dove i capi femminili si mescolano a quelli maschili, che a sua volta si confondono nel fogliame di un sottobosco sottosopra.

Grazie all’obiettivo di Davide Lantermoz, il look book del brand veneziano è infatti ambientato in una boscaglia selvatica: i rametti, i muschi, le foglie, se di primo acchito appaiono come nemici ostacolanti, successivamente si convertono, abbracciano i corpi divenendone protesi. È così che il confine tra uomo e natura viene rimarcato fino a sfumare. Nessun surplus di decorazioni elaborate, perché a parlare sono prima di tutto le forme e i tessuti, sempre e solo made in Italy, distinti in colori cupi, neri e grigi.

La semplicità dell’abbigliamento maschile è ammorbidita da volumi destrutturati e sciolti; subentra il desiderio di lasciarsi avvolgere dalla materia calda di blazer e cappotti, allacciati dal primo all’ultimo bottone.

C’è inoltre un non so che di pagliaccesco nelle linee di quei pantaloni – abbondanti e dalle cuciture invisibili – che sembrano flettere ad ogni movimento, abbinati a bombette e stringate da clown.

A completare la collezione sono turbanti e camicie, un mix di etnicità e cura sartoriale, dove l’abbottonatura ricorda quella della divisa di un cuoco, doppia e accollata. Insomma, un guardaroba all’insegna della versatilità e al contempo della vestibilità. Il numero di misure offerte dal marchio è tuttavia limitato affinché si possa arrivare a sfatare il concetto di taglia: è l’abito che deve adattarsi alla nostra figura, non viceversa.

Svincolarsi dalle pose e dalle posizioni, continuerebbe a cantare Morgan. E Altrove non è che questo: uno sfuggire alla rigidità e al rigore, in virtù della comodità, del moto continuo, del viaggio verso un dove lontano – ma non importa davvero dove, basta che profumi di fantasia. www.iosonoaltrove.com