IED Torino presents: HOOSIER™

Tempo di iniziare e tempo di finire, soprattutto per chi in questo periodo si laurea. C’è chi festeggia con corone d’alloro in testa e chi invece inaugura l’inizio di un nuovo percorso “creando”. È il caso dei diplomandi torinesi del corso triennale post-diploma in Fashion Design dello IED, l’Istituto Europeo di Design. Dal 2010, infatti, hanno dato vita a HOOSIER™, brand nato da un esercizio didattico e presentato al pubblico a partire dall’edizione del Pitti n.78.

Il nome del marchio rimanda al termine Hobo, di origine inglese, che significa letteralmente “lavoratore senza fissa dimora”. La filosofia che si nasconde dietro il brand è, infatti, creare una collezione per giovani cosmopoliti, che girano il mondo in lungo e in largo, che rispecchi la loro natura di creativi e soprattutto di fashion designer.

L’idea iniziale era quella di una simulazione, da parte degli studenti, di tutte le fasi di creazione di un’azienda di moda: dall’ideazione del marchio fino alla realizzazione di una collezione vera e propria, con annesso il piano di marketing e di vendita del prodotto. In seguito il progetto è diventato un vero e proprio marchio che ad oggi è arrivato alla sua terza collezione.

Una linea semplice, fatta di capi artigianali e di attenzione per il dettaglio stilistico, dove il denim reinventato e reinterpretato attraverso “un’ottica di utilizzo creativo dei materiali”, la fa da padrone. Collezioni urban che ogni anno si arricchiscono di elementi aggiuntivi, dalle borse fino ai gioielli. All’edizione del Pitti dello scorso giugno, protagonista, oltre all’abbigliamento, anche una linea di inediti accessori creati in collaborazione con il corso di Design del Gioiello. Rame, ferro e ottone vengono riciclati per diventare bracciali, collane, gemelli e porta i-Pad, cosi da accontentare anche i creativi più i-tech.

Fra le new entries anche tre borse e due zaini, mentre il denim continua a primeggiare. Lavaggi e stampa laser danno vita a capi in linea con i ritmi e lo stile urban delle metropoli, senza tralasciare il sapere creativo che pervade l’anima della collezione in ogni sua parte. L’istituto Europeo di Design, che opera dal 1966, ancora una volta si rinnova lanciando un progetto didattico ben riuscito, che trova concretezza e realizzazione grazie alla voglia e alla creatività dei giovani artisti del nostro secolo.

Un grazie particolare va sicuramente ai docenti che hanno approvato e seguito l’idea: da Andrea Francardo, Alessandro Moroni, Daniela Bulgarelli, Cinzia De Marco, fino a Dante di Lilla, che ha permesso agli studenti di usare il suo laboratorio per la realizzazione dei gioielli.

Location: Docks Torino Dora. Realizzati nel 1912 come magazzini e deposito merci alimentari su progetto dell’ingegnere Ernesto Fantini i Doks Dora fino al primo dopoguerra furono porta mercantile principalmente legata al commercio del caffè. I vagoni arrivavano direttamente dentro ai Docks grazie ad un raccordo con la rete ferroviaria cittadina. Nel 1960 terminò l’utilizzo dei Docks come magazzino alimentare. Tra gli anni ’90 e gli anni 2000 i Docks Dora iniziarono ad essere in parte utilizzati per esposizioni ed attività culturali. Oggi ospitano laboratori artigiani, studi artistici e showroom. I luoghi richiamano la manualità artigianale e il riciclo di materiali propri del marchio Hoosier TM.

Lavorazione: Instagram. Le foto vogliono esprimere un nuovo modo di comunicare immagini in movimento, proprio di un artista viaggiatore.

Foto di: Edoardo Piva