Gonna be a stylish punk: KTZ

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Non porsi limiti sembra la regola numero uno per il collettivo che, più semplicemente, potremmo definire una rivisitazione dello stile di Vivienne Westwood. Ma dimenticate la signora del Punk. KTZ, il trio che cela la propria identità dietro tre semplici lettere, ha una filosofia ancora più aggressiva.

Si chiamano Koji Maruyama, Marjan Pejoski e Sasko Bezovski e sono laureati in Fashion Design e Architettura presso la prestigiosa Central Saint Martins di Londra. La mente dietro l’idea, Sasa, si trasferisce in Inghilterra nel 1989 per sviluppare i propri progetti. Nel 1996 apre la prima boutique, dal nome Kokon To Zai, pensata come uno spazio creativo per artisti, stilisti e dj. In breve tempo lo spazio diventa uno dei posti di culto della città e più tardi, nel 2010, la base creativa per il marchio KTZ.

Distintesi per un forte senso individuale e visionario, le collezioni KTZ si sono evolute con l’unico scopo di trovare nuove forme indossabili, nuovi pattern visivamente magnetici ed elaborati tagli stilistici.

La collezione FW2012, ispirata ad un personaggio di finzione proveniente dal Kenya e dedito ad eccentrici incontri, è ricca di tartan, plaid a quadrettoni trasversali, catene, stelle e simboli religiosi. Tra kilt, pantaloni e giacche oversize, rivivono gli anni novanta con un tocco punk e un’attitudine rap. Pura stravaganza per gli occhi e per lo stile, KTZ non teme le esagerazioni in fatto di moda, predilige l’eccentricità e l’attenzione per i dettagli. Ritornano in auge baschi e berretti, borsoni e pochette, stivali e gioielli simili a talismani.

I colori accesi come il rosso, il giallo e il blu interagiscono in un’evocazione mistica e pop con il bianco e il nero. I simboli pagani si fanno spazio tra le sovrapposizioni di strati, riuscendo ad apparire armonici con i capi rigorosi come uniformi. KTZ è un’avanguardia barocca in termini di lussuosa esuberanza e armonica eleganza. È un gioco di stili irriverenti, è l’incontro immaginario tra culture diverse.

Dopo un lungo viaggio nel tempo, la collezione esplode in sovrapposizioni di geometrie, stampe e colori luminosi. Le linee elaborate, il gusto sfrontato e uno stile ribelle non tralasciano la moda casual e cenni bon-ton, così da trovare posto nei guardaroba più audaci di persone comuni o delle star amanti dello streetwear. Un occhio di riguardo va dedicato alla limited edition, un ex votoin pelle rossa e oro applicato alla felpa, allo zaino, al marsupio in rigorosa pelle nera.

Nasce così una miscela intensa ed ipnotica tra la cultura Maasai, il punk e la stampa digitale. Da qui il nome della collezione, “Maasai Punk”. Un grido selvaggio sulla passerella e uno stile poliedrico dal quale è impossibile non lasciarsi conquistare.

Sul sito ufficiale del brand inglese è possibile acquistare i capi che preferite e scoprire di più su questo “fashion-collettivo”. www.kokontozai.co.uk