A portrait of: Jean-Paul Goude

Jean-Paul Goude nasce a Saint-Madè, nei pressi di Parigi,  nel 1940. Dopo essersi diplomato alla Ecole Nationale Superieure des Arts Decoratifs, nel 1964 inizia la sua attività di illustratore presso i Magazzini Printemps. Quattro anni dopo, viene promosso art director dallo storico Esquire magazine di New York, con il quale la sua collaborazione professionale durerà circa un decennio.

Geniale, estroso, istrionico, diversifica il suo talento creativo in plurime direzioni: è grafico, pittore, illustratore, regista, coreografo, designer, ideatore di spot pubblicitari, fotografo, innovativo image-maker.

Intorno al 1977, l’incontro con Grace Jones marca una svolta decisiva per il suo percorso artistico. Entrambi frequentano lo Studio 54, iniziano ad uscire insieme e ben presto intrecciano una relazione sentimentale. Grace, in quegli anni, vive il boom dell’enorme successo ottenuto con La vie en rose, ed è proprio Goude a studiare la sua immagine: capelli cortissimi spesso sfiorati da cappucci annessi ad aderenti abiti firmati Azzedine Alaia, zigomi scolpiti, occhi felini evidenziati con un sapiente make up, bocca carnosa, un look che percorre i binari opposti del sensualmente femminile e dell’androgino in alternanza. Lo show business non conoscerà mai più una simile pantera, il cui corpo d’ebano diviene quasi oggetto di design, una pregiata scultura. Il connubio Goude-Jones dà origine a video musicali, coreografie, originalissime copertine di album.

Storica la copertina di Island life, dove una foto della Jones viene ritoccata al computer creando l’effetto di una statua immortalata in un’incredibile, ed oltremodo plastica, posa.

Altrettanto memorabile è lo spot per la Citroen Cx 2 datato 1985, in cui l’auto – guidata a velocità folle dalla pop singer – viene inghiottita, con tanto di ruttino finale, da un’enorme riproduzione meccanicizzata del suo volto.

La coppia ha un figlio, Paulo, ma la relazione arriva presto ad uno stop.

La rutilante carriera di Jean-Paul Goude prosegue, invece, più che mai a gonfie vele: negli anni ’80 gira numerosi spot pubblicitari tra i quali si ricordano quelli  per i jeans Lee Cooper, per Kodak, Perrier, Levi’s e Cacharel.

All’inizio degli anni ’90 firma due  commercial di gran classe destinati a rimanere negli annali della pubblicità d’autore: lo spot per Egoiste e per Coco, entrambi profumi Chanel in cui, nel secondo, viene presentata una Vanessa Paradis in versione canarino chiuso in gabbia.

Il 14 luglio 1989, quando viene realizzato il progetto che ha pensato per le celebrazioni del bicentenario della Rivoluzione Francese, rappresenterà per Goude la data clou della sua carriera: l’evento include una grandiosa parata organizzata lungo gli Champs Elyseés in cui sfilano milioni di ballerini e musicisti internazionali che delineano quadri scenici di formidabile vigore ed eleganza.

Celebri e sommamente inventive anche le sue campagne pubblicitarie, come quella realizzata per le Galeries Lafayette, con le quali collabora da oltre dieci anni ideando originali e ironici affiches che hanno come protagonisti Laetitia Casta, Jean-Paul Gaultier, Iggy Pop.

Lo stile di Jean-Paul Goude è inconfondibile, originale, all’insegna della fantasia più sfrenata.

Nel periodo in cui Grace Jones è sua musa e icona ispiratrice, non esita a tagliare in mille pezzi la sua anatomia su carta Kodak, a ricomporla, creando effetti sorprendenti nei video, per le copertine dei suoi album e le sue coreografie. Grace presta il corpo slanciato e ben scolpito alle più disparate sperimentazioni grafiche, ad ogni stravaganza creativa del suo compagno. Non è solo una modella ma un’interprete a 360°, del tutto priva del timore che la sua femminilità venga sminuita, autoironica al punto da infischiarsene del ruolo di mera vamp.

Goude è come un enfant terrible che gioca con i suoi personaggi: siano essi protagonisti di uno spot, di un video, di un servizio fotografico. Della campagna pubblicitaria per le Galeries Lafayette, dice: Volevo andare contro la tendenza generale, qualsiasi cosa si fosse vista fino a quel momento, e crea manifesti in cui Laetitia Casta è, di volta in volta, una sposa, Babbo Natale, un dandy.

Per la réclame di Chanel n° 5 trasforma Carole Bouquet, all’epoca icona  della francesità, in Marilyn Monroe.

Da illustratore delle fantasie degli altri a creatore di immagini il passo, per Jean-Paul Goude, è stato breve. Nell’autobiografia Jungle Fever, pubblicata nel 1983, spiega quanto sia difficile venire incasellato in definizioni specifiche: fotografo? Illustratore? Designer? Grafico? Pubblicitario? Forse, semplicemente artista.

Da sua madre, una ballerina americana, ha ereditato il gusto per la musica, per la danza, per il corpo in movimento; ama la fantasia espressa nelle fiabe, e rivela queste caratteristiche nei film che gira. In Flamenco usa l’espediente tecnico dello shake me, inventato nel 1972 da Georges Petit. Nei suoi film muti utilizza il balletto e gli spettacoli di mimo. Goude predilige colori decisi, molto forti, squillanti, che ritroviamo specialmente in tutti i suoi lavori dedicati alla pubblicità; può capitare anche che uno spot come Egoiste, iniziato in bianco e nero per potenziare un senso di tragedia,  termini in un caleidoscopico full colour che rispecchia una svolta giocosa: il ritmo cadenzato, quasi coreografico, delle scene finali accompagnate dalle note di Prokofiev.

L’iconografia dell’artista parigino ha un impatto tale da rimanere impressa a titolo permanente nell’ immaginario dello spettatore, provocando un positivo shock che stimola e incuriosisce nella sua irriverenza, nella sua originalità: la fotografia di moda rappresenta un altro aspetto delle sue molteplici sfaccettature creative sintetizzandosi in uno scatto emblema del 2009, che vede Naomi Campbell gareggiare in velocità con un leopardo in un servizio per Harper’s Bazaar.

Oggi, il talento di Goude è più che mai focalizzato sulla pubblicità: lo sa bene Miuccia Prada, che gli ha commissionato la regia dello spot dedicato al profumo Prada Candy. Per l’occasione, l’eclettico artista francese ha ideato una storia che unisce grinta, sofisticatezza e ironia, presentando la protagonista Léa Seydoux nei panni di una studentessa di piano che si lancia in uno scatenato balletto allo scopo di sedurre il suo maestro.

A quasi mezzo secolo dall’inizio della sua attività, il talento di Jean-Paul Goude è stato celebrato con una grande retrospettiva. Goudemalion,  organizzata  (dall’11 novembre 2011 al 18 marzo 2012) dal museo de Les Arts Décoratifs di Parigi. Goude stesso ne ha curato l’allestimento, concependolo come un’unica, immensa installazione. Un omaggio a un grande creativo del nostro tempo che ha saputo coniare un suo stile, un proprio mondo, una mitologia del tutto personale. Un artista che esprime, tramite una poliedrica versatilità, il mood contemporaneo di un’ inventiva a tutto tondo che oltrepassa ogni sterile confine o definizione.