La rigida femminilità di Maria Piana

Il mondo della gioielleria ha da sempre affascinato l’universo femminile, ipnotizzandolo con le sue ricche forme rifinite nel dettaglio. Per molti designer, piccoli accessori arzigogolati e vistosamente cesellati danno vita ad un turbinio di emozioni in grado di aumentare lo charme di chi li indossa. Non è il caso di tutti, però. C’è che riesce, infatti, a raggiungere gli stessi scopi creando forme più minimaliste del solito, continuando ad insegnare agli uomini quanto sia importante essere – o sentirsi – donne. Stiamo parlando di Maria Piana.

La jewellery designer con sede a Londra ma di origini greche immagina i suoi gioielli, della collezione Autunno-Inverno 2012/2013, partendo da linee decise e avvolgenti, quasi come se stesse realizzando protesi meccaniche predisposte ad implementare il corpo di chi li sta indossando. La sua è una dichiarata riflessione sul mondo frenetico come quello di oggi, diretto dall’impersonalità della tecnologia, che riesce tuttavia a unire persone molto distanti tra loro. In questa dimensione così complicata, Maria Piana, con le sue costanti creazioni, sposa liberamente questa nuova idea di rigidità, avvolgendo l’anatomia femminile con veri e propri pezzi di metallo.

La donna – o anche l’uomo, in alcuni casi – diventa un cyborg a tutti gli effetti che, per difendersi dal mondo esterno e riconoscere la propria personalità, salda su se stessa una affascinante quanto lineare armatura composta dalla freddezza del plexiglass e del metallo arricchiti dalla vitale staticità del legno. Questi sono gli elementi che troviamo ripetutamente nelle creazioni di Maria Piana, visibilmente ispirata dal mondo dell’elettronica e del futuro.

Come in un moderno Star Wars, i gioielli creati non rimangono vacui nel loro essere, ma sono pronti ad evidenziare freddamente chi li indossa. La Piana recupera, infatti, le dure armature dei guerrieri medievali con creazioni che percorrono l’intero braccio, oppure estrapola simboli decisivi del femminismo moderno, quali i bracciali alla Wonder Woman, adattandoli nuovamente alla donna del Nuovo Millennio. O, ancora, reinterpreta virtuosamente alcuni degli accessori più moderni in assoluto, quali gli auricolari che per l’occasione diventano piccole saette di metallo che s’incastrano perfettamente all’orecchio femminile.

Maria Piana riesce ad urlare un messaggio diretto a chi osserva i suoi gioielli: la sua è una manipolazione all’insegna del potere, dell’avventura e della libertà sessuale. Al contrario di quello che si potrebbe credere, le forme rigide che crea non impongono la loro presenza, ma al contrario scoprono quel lato femminile che la nostra società maschilista, a volte, dà per scontato o, in casi ben peggiori, cerca di nascondere. Grazie a questa designer, invece, la donna può riprendersi ciò che è suo e ritornare finalmente sul campo di battaglia, fiera del suo essere e disposta a lottare pur di essere riconosciuta.

Il sito www.mariapiana.com