Asia Wysoczynska, la riparatrice di farfalle

Pensiamo alla fragilità di una farfalla: se sfioriamo le sue ali rischiamo di comprometterne il volo. Ma non siamo impazienti, restiamo fermi ad aspettarla. Quando si appoggerà sulla nostra spalla, osserveremo da vicino il suo profilo, il suo essere doppia ma unica, la sua perfetta simmetria, e ci accorgeremo che dietro a quella delicata leggerezza c’è dell’altro.

Ce ne accorgeremo proprio come se n’è accorta Asia Wysoczyńska, giovane designer polacca che, grazie alle sue ricercate soluzioni, ha già ottenuto numerosi riconoscimenti durante le recenti Fashion Week di Berlino (2010) e Parigi (2011). Il suo lavoro non si pone come unico obiettivo quello estetico, ma ruota imprescindibilmente attorno a una studiata scelta di tematiche e soggetti, volti a scavare nella nostra sensibilità.

Non a caso, il suo percorso nella moda è stato preceduto da importanti studi di psicologia, due ambiti spesso considerati disgiunti, ma che possiedono invece numerosi punti in comune: entrambi permettono infatti di avvicinarsi alle persone, di ascoltarne i bisogni, esaudirne i desideri, coglierne sensazioni e stati d’animo. Asia ha potuto utilizzare la propria duplice preparazione per valorizzare al meglio le intime caratteristiche dell‘individuo, dando un significato profondo alle sue personali creazioni, non solo coprendo i corpi, bensì esaltandoli.

Si può parlare quindi di una moda emotiva, eterea, sensuale. La collezione unisex AW 2012/13 prende il nome di Broken B.utterfly e contiene la poesia interrotta di una debole farfalla, che ancora vola, ma lo fa sgretolandosi. Probabilmente c’è un richiamo al nostro presente, alla nostra attuale situazione di smarrimento, confusione e decadenza: noi siamo come quella farfalla stremata, perché oggi ci affatichiamo nel camminare in bilico sul mondo.

L’ispirazione arriva dalle opere dell’olandese Anne Ten Donkelaar, che realizza découpage riparando farfalle danneggiate, dando loro nuova vita mediante l’utilizzo di materiali da riciclo, tra cui carte topografiche, ricami, radici, fili e piccole eliche. Un organismo effimero ed instabile come quello di una farfalla diventa il punto di partenza per creare una serie di composizioni dai dettagli precisi e dai rapporti “architettonici” strutturati. Gli stessi si ritrovano nella costruzione degli abiti di Asia: un gioco continuo di tagli e volumi, di forme apparentemente rigide e scultoree. In Broken B.utterfly la scelta di tessuti tecnici conferisce, però, una maggiore dinamicità: siamo davanti a lepidotteri – neri, grigi e lucidi – muniti di esoscheletri rigonfi, fatti di zip, tasche, fasce elastiche e rifiniture cerulee. Sono lepidotteri pronti al decollo, tutt’altro che fragili.

Per esplorare i modelli di Asia Wysoczyńska e rimanere colpiti dai loro contrasti di superfici inaspettate potete cliccare sulla sua pagina di facebook, in attesa della messa online del suo sito ufficiale.