Il tempio del corpo: NATARGEORGIOU

Il contatto con se stessi. Il ritorno alle origini. La riscoperta del valore del corpo. Tutti questi elementi fanno parte della visione di Dimos Natar e Andreas Georgiou, fondatori del nuovissimo brand NATARGEORGIOU.

Il primo si è laureato in economia alla Kingston University, mentre il secondo in fashion design prima presso la AKTO Design School di Atene e dopo alla Middlesex University di Londra. Nel 2010, i due decidono di unire entrambe le conoscenze, creando un nuovo ed esclusivo modo di percepire la moda.

L’ispirazione per le loro creazioni scaturisce dalle grandi finestre delle cattedrali gotiche italiane e francesi, riccamente decorate, vibranti di colori che lasciano trasparire, senza mai mostrare chiaramente, ciò che si cela dietro di esse. È proprio questa visione dualistica che spinge i designers a creare capi femminili che fungano da seconda pelle e che, come una finestra gotica, affascinino l’occhio dello spettatore, innalzando la semplice e innata bellezza naturale.

Questo spiega il senso vero e proprio della loro primissima collezione, lanciata durante la settimana della moda parigina nell’Ottobre 2012. Per l’attuale Spring/Summer, Dimos e Andreas ci portano in un mondo in cui non è necessario essere vestiti, perché la casualità dell’essere nudi esprime il concetto assoluto dell’esistenza personale.

La collezione, chiamata Accidentally Naked, sgattaiola furtivamente lontana dal freddo inverno, non dimenticando però di onorarlo attraverso sottili creazioni in maglieria, punto forte dei NATARGEORGIOU, che disturbano astutamente la vera pelle umana e che contrastano maggiormente con il resto degli abiti, tendenzialmente in chiffon di seta.

Non è tutto “morbido” ciò che si vede, però: i due designer si affidano anche alla rigidità dei fili di metallo, che vengono sapientemente tessuti per creare forme asimmetriche in grado di reinterpretare la silhouette femminile. Il corpo viene fasciato da queste creazioni che ne esaltano il contenuto, esattamente come la vetrata di una cattedrale, composta da un insieme di pezzi singoli che riescono a trascinare l’attenzione verso il complesso assoluto.

Tutto il lavoro sarebbe vano, però, senza l’aiuto del colore. Tonalità come il blu e il viola vengono mescolati alle vibrazioni dell’arancione e del giallo in un azzeccatissimo mix di nuances, mentre al cupo nero viene affidato il compito di ricreare quelle fantasia e quei volumi che plasmano le curve del corpo.

In definitiva, il lavoro di NATARGEORGIOU non si limita a creare capi d’impatto e dal profondo gusto estetico. I due lavorano, e hanno lavorato, concentrandosi soprattutto su quella magnifica creazione naturale che è il corpo, nelle sue forme e nella sua perfezione. Dimos e Andreas hanno assolto il loro compito di acclamare maggiormente queste caratteristiche, scoprendone la nudità senza reprimerne i contenuti.

È proprio quando siamo accidentalmente nudi che ci accorgiamo di quanto, forse, il vestito sia spesso di troppo. Il duo di designer greci l’ha capito, ed è riuscito a creare abiti che esaltino, e non soffochino, quello che il corpo femminile già è: bellissimo.

Il sito www.natargeorgiou.com