Dion Lee a summer Composure

Giovanissimo, a neppure 26 anni Dion Lee è considerato uno dei designer di maggior rilievo del fashion system australiano. Dopo la laurea, conseguita nel 2008 presso il Sidney Institute of Technology e coronata dal riconoscimento Fashion Graduate of the Year, si è fatto notare per lo straordinario talento che trova espressione nella creazione di abiti dal taglio particolarmente strutturato, quasi mutuato dalle forme architettoniche, e in una costante contrapposizione tra classico e moderno, fluidità e rigore, estro e funzionalità.

Fresco di laurea, ha immediatamente ricevuto il supporto di personalità di spicco quali Mark Vassallo, Christine Centenera e Holly Garber. L’ enorme esposizione mediatica ottenuta grazie ad alcuni scatti in cui l’attrice Emma Watson indossava uno dei suoi abiti, ha suscitato un interesse tale da portare Dion Lee ad avvalersi di una distribuzione commerciale di prim’ordine, contribuendo inoltre a incrementare la fama internazionale del brand.

E’ il 2009 quando VOGUE Australia pubblica un ritratto del designer, dedicandogli in seguito una copertina. Nel 2010 Lee debutta con la sua sesta collezione all’Australian Fashion Week, dove riceve il L’Oréal Fashion Festival Design Award. Dal febbraio 2012, perseguendo un veloce processo di internazionalizzazione, l’attività di Dion Lee subisce una svolta: il brand debutta alla London Fashion Week e progetta di prendervi nuovamente parte il prossimo settembre; presenta inoltre, lo scorso giugno, la collezione Resort 2013 alla Fashion Week di New York. Due eventi che coincidono con l’avvio di una collaborazione con Kayne West, che ha disegnato le calzature indossate dalle modelle durate le sfilate.

Composure è il nome dato alla collezione Spring Summer 2012, presentata nell’ avveniristica cornice della Sidney Opera House, l’estivo di Dion Lee presenta un’accuratissima ricerca nei dettagli, elaborate plissettature ‘in 3D’ perfettamente modellate, tagli sartoriali “scultorei” e linee nette.

Caratteristico, il leit motiv del contrasto tra forme di stampo “architettonico”- che ricordano gli origami giapponesi – coniugate con tessuti morbidi e stampe digitali. Le linee, in alcuni casi “spigolose” – come nelle caratteristiche giacche iperstrutturate – si adattano al corpo alla perfezione, si alternano ad asimmetrie strategiche e a sovrapposizioni che non esitano a mettere in risalto la femminilità, giocando un ruolo primario nella creazione di un volume che accentua ulteriormente i tagli netti e rigorosi dei capi.

Abiti, minishorts e pantaloni a sigaretta richiamano costantemente l’attenzione sulle gambe in un gioco elegante di spacchi e “fenditure”. Tutti gli outfit sono caratterizzati da accattivanti cromatismi in cui si avvicendano toni neutri – bianco, nero, grigio – e sfumature “acquarello” – corallo, verde acqua – affiancate a vere e proprie esplosioni di colore – tra cui spiccano, soprattutto, il rosso e il turchese – amalgamandosi magistralmente alle stampe digitali, che creano effetti grafici di forme e figure frammentate o simili a un avveniristico pointinisme in black and white.

Elementi base che, in continua evoluzione, costituiscono le fondamenta di uno stile fortemente caratterizzato, contribuendo all’ascesa internazionale di Dion Lee sotto i migliori auspici.