Live Report: Bugs Festival

Per il secondo anno consecutivo, il capoluogo scaligero viene invaso dagli insetti. Si è chiusa domenica 8 Luglio la seconda edizione del Bugs Festival, un mix di musica, teatro ed arte del riciclo, tenutosi da a partire da giovedì 5 Luglio a San Martino Buon Albergo (VR). La location? La suggestiva cornice cinquecentesca di Corte Radisi, da cui prende il nome l’omonima associazione culturale, organizzatrice dell’evento assieme alla Vermuth Underground.

Quest’anno l’associazione culturale senza scopo di lucro di Corte Radisi ha dato spazio, grazie a molte altre iniziative, ad altri artisti italiani come Bassi Maestro, SkaJForty Winks e nomi emergenti come Brown Paper Bag e Cabeki. Non sono mancanti inoltre personaggi di calibratura internazionale come Theo Parrish, Marcellus Pittman e Sadar Bahar.

A dare il via al festival è stata la performance teatrale Lluvia de Flora (lontano dalle città dove si compra e si vende) di Murmure Teatro. Uno studio basato su teatro e danza, e liberamente ispirato alla vita e all’opera della poetessa Alejandra Pizarnik.

Nella stessa sera si sono esibiti i pesaresi Be Forest, gruppo new wave affacciatosi nel panorama indie italiano solo da un paio di anni.

Il venerdì pomeriggio, come nei restanti giorni del festival, lo spazio viene lasciato al Bugs Bazar, mercatino vintage e del riciclo, un momento di relax prima della variegata alternanza musicale ed artistica della serata. Si alternano sul palco esterno gli Iori’s Eyes di Milano, gruppo elettronico dal mood malinconico, che ben si sposava con la temperatura bollente della giornata.

Tocca poi ai Drink To Me, la band electro rock di Torino che ha domato il palco del Bugs, regalando diversi momenti interessanti, dal misterioso e grottesco personaggio con testa equina e led sulle mani, alle stelline pirotecniche distribuite al pubblico nelle vie adiacenti l’evento, per il pezzo di chiusura. È dunque arrivato il momento clou della serata, quello che vede Grant Daddy G. Marshall, fondatore dei Massive Attack, ( 53 anni e non sentirli) dar vita ad un dj set di altissimo livello, ospitando come supporto visivo alla sua consolle le proiezioni di un altro evento Bugs, quello delle opere della mostra Paradox di Tom Colbie.

Il Sabato comincia presto, con i dj set di Native (Space Is The Place) e KSoul (Kinda Soul Recordings), che scaldano il pubblico prima dei live di Tommaso Cappellato col suo progetto new jazz Astral Travel, e i londinesi Dego. Si prosegue con un’altra lunga serie di dj set fino a notte fonda.

Anche Domenica è festa dalle prime ore del pomeriggio, con il dj set reggae digital dub dei Tiberias Towa Sound System. È la volta poi dei live dei veronesi Above The Tree con la loro elettronica, e del blues industrial dei Brown Paper Bag di Senigallia, che chiudono questa eclettica 4 giorni, in cui, tra le altre cose è stato possibile degustare cibo e birra bio di produzione locale.

Secondo esperimento sicuramente riuscito, sia per gli ospiti che si sono alternati sul palco, sia per l’organizzazione e la location, che amplifica il fascino di un’alternanza artistica così ben amalgamata.

Un caloroso “arrivederci al prossimo anno” agli insetti, sperando che si moltiplichino per dar vita a contaminazioni ancora più ampie e numerose, con un pubblico sempre più partecipe, e che quest’anno ha raggiunto le 1200 presenze. Non male per la città scaligera, ma ancora troppo poco per un festival che meriterebbe una risonanza maggiore.