La vetta degli dei

Titolo: La vetta degli dei.

Autori: Jiro Taniguchi, Baku Yumemakura.

Casa editrice: Rizzoli Lizard.

Premessa: per dedicarsi alla lettura di questo graphic novel non è necessario essere appassionati del mondo della montagna, di alpinismo, di scalate e via dicendo. Quest’opera, scritta dal romanziere giapponese Baku Yumemakura e disegnata dal suo connazionale Jiro Taniguchi (a cui nel 2010 è stato riconosciuto al Lucca Comics il “Maestro del fumetto”) riesce fin dalle prime battute a catturare l’attenzione e la curiosità anche per chi, quello delle montagne rimane un mondo tutto da scoprire.

La vetta degli dei, il primo di cinque capitoli tratti da un celebre romanzo pubblicato nel 1997 da Yumemakura e ora riadattati in veste di fumetto dai magnifici e perfetti disegni di Taniguchi , è ambientato nel 1924 anno in cui gli inglesi George Mallory e Andrew Irvine cercarono un’impresa mai tentata prima: scalare gli 8848 metri del monte Everest. I due scompariranno nel nulla, lasciando dietro di loro un mito avvolto dal mistero. Il fotografo Fukamachi si metterà allora alla ricerca di notizie, ma non farà altro che alimentare i dubbi e i misteri attorno alla storia. Verrà a conoscenza di un personaggio duro ed enigmatico, il serpente velenoso Habu Joji, ex alpinista, e la sua storia lo condurrà lentamente allo svelamento del mistero… Forse, perché il primo volume si conclude lasciando spazio ai dubbi e all’immaginazione, rimandando ai capitoli successivi.

La vetta degli dei, ne siamo convinti, è un Everest dell’arte, un’opera maggiore che sopravviverà alle altre, un concentrato splendore e forza spirituale destinata ad attraversare i secoli, un’opera tale da eguagliare la scalata della montagna più alta del mondo e, cosa ancora più rara, da raggiungerne la vetta a grandi passi. Parole di Stephane e Muriel Barbery (autrice de L’eleganza del riccio).

Niente da obiettare, nient’altro da aggiungere.