Vinyl Shop: Luca Loizzi

Artist: Luca Loizzi.

Title: Luca Loizzi.

Year: May 30, 2012.

Where: Italy.

Shelf: Indie, Folk, Alternative.

Who?

È da un po’ di tempo che in Italia manca un artista che unisca la tradizione cantautorale nostrana con elementi nuovi, o meglio, non consoni a quella memoria fatta di canzoni che grazie ad una semplicità disarmante sapevano lasciare il segno, e vincere la forza corrosiva del tempo. Luca Loizzi è un tipo controcorrente, le sue scelte di vita ne sono l’emblema. Figlio del Sud, adottato dal Nord, ma vittima o forse fortunato risultato di una “migrazione inversa” che lo ha portato dalla Puglia fino a Milano, dove insegnava lettere, per poi tornare nella terra natale, dove tuttora vive. La controcultura di Luca Loizzi è così forte, che la sua forma mentis lo porta a liberarsi di qualsiasi tipo di catene anche in campo musicale. Il suo non è folk, né rock. Si tratta di quelle note che vengono fuori quando si imbraccia una chitarra con vero spirito punk, dove per punk s’intende attitudine anarchica e ostilità a qualsiasi tipo di regola. Le note di Luca Loizzi sono si acustiche, ma vengono avvolte da contenitori che sanno di jazz, swing e folk. Il modo migliore per vivere questa ribellione in musica? Ascoltate il suo primo album.

What?

La prima percezione che sorge spontanea ascoltando questa opera prima è un senso di malessere permeante rispetto alla condizione attuale del nostro paese. L’Italia vista in maniera nostalgica, come non accadeva da tempo, vive nelle canzoni di Luca Loizzi di ricordi e profumi che sono rimasti impressi nelle mura delle vecchie case. Il passato diventa l’unico modo per esorcizzare un presente che è di per sé incerto. Il tutto viene reso in maniera ironica, come afferma lo stesso, anche grazie all’ispirazione  che non è esclusivamente quella del cantautorato nostrano. C’è infatti un richiamo ad una tradizione cantautorale d’oltralpe, a quella cultura musicale francese piena di sarcasmo e metafore. Ascoltate la ballata Di notte, dove la fisarmonica placa il cantato spensierato, conferendo al brano un retrogusto quasi bucolico. E come non lasciarsi andare con Tutti quelli che – e il suo andamento jazz – dove Luca Loizzi se la prende con “tutti quelli che di giorno sono padri di famiglia, e poi nascondono puttane sotto il letto”. A noi però colpisce maggiormente il Luca Loizzi di Via Ripamonti, un po’ Gaber e un po’ De Andrè. D’altronde, non ci sembra che in giro ci siano tanti cantautori che abbiano voglia di sperimentare la tradizione. Per una volta, finalmente, non si tratta di sintetizzatori.