A Midsummer Night’s Dream: Barbara ì Gongini

Cosa vi può venire in mente pensando all’estate? Ovviamente il caldo, i colori, probabilmente il mare e sicuramente il sole. Bene: dimenticatevi in fretta di queste cose e abbracciate la filosofia della collezione Spring Summer 2012 di Barbara ì Gongini.

La designer, laureatasi nel 1996 presso la Danmark Designskole, ha come obiettivo primario quello di creare degli abiti che rispecchino pienamente la cultura nordica, esportandola a livello globale. Il suo stile, volto a sperimentare i lati oscuri della moda grazie alla vasta ricerca di materiali, tessuti e concetti di design, ha una forte connotazione artistica e d’impatto, diventando in pratica unica nel suo genere.

La sua visione dell’abbigliamento si scontra a spada tratta con tutti gli altri brand esistenti, proponendo spessissimo capi dall’aspetto dark che avvolgono il corpo umano nell’intento di ricreare una geometricità in movimento. Padrone dell’intera fusione: il monocromo. L’utilizzo di due colori tra loro in antitesi quali il bianco e il nero aumenta notevolmente quella sensazione di pesante concretezza che pervade tutti i suoi lavori.

Per questa ragione, Barbara scompone e reinterpreta il concetto di geometria e sovrapposizione. Quasi come fosse un ragno dotato di eterei e innumerevoli arti, la donna Gongini aumenta su di sé gli strati di materiali indossati, abbinando maglie di rete a giacche di pelle. L’esasperazione del tessuto e della forma, in questo caso, appare decisa e costante. L’affronto alle imposizioni canoniche della moda torna dilagante, contrastando l’afa di Caronte senza togliere i capi di dosso, ma al contrario aumentandone il livello e la consistenza. Anche i gioielli, che riprendono la trama di una ragnatela che si avvinghia al collo umano, nascono per soddisfare lo stesso scopo.

I morbidi e leggiadri tessuti che compongono la base degli outfit vengono schiacciati dal grezzo pellame gettato sulla modella. Una vivisezione stilistica, quella proposta dalla Gongini, che lascia lo spettatore sbalordito, come dinanzi ad una visione onirica. Lo stesso trattamento è riservato anche agli accessori, come le borse e i portafogli, pezzi di pelle grezza cuciti su di loro, capaci di trasformare un semplice contenitore in un oggetto da collezione.

Il vero protagonista, però, sembra non essere ciò che si vede ma ciò che si lascia intravedere. La pelle umana, vera, passionale, carnale, si staglia tra i buchi e le fessure degli abiti con forza e arroganza, quasi volesse uscire dall’imposizione creatale. Nota rilevante viene data al viso, anch’esso imprigionato da fili di capelli o intrecci pesanti di tessuto, evidenziando un’anonima fisionomia ed esaltando la conformità indossata.

Il suo stile, teso a protendersi e staccarsi dalla “inutilità” stagionale, diventa alla fine un campione di trends entusiasmante, capace di reindirizzare il classicismo verso una condizione di rinnovamento idiomatico, degno della più grande sapienza nordica. www.barbaraigongini.dk