30 Years Made of Stone

Quali sono i compleanni che siamo soliti festeggiare con più importanza, come momenti significativi che meritano di essere ricordati con una certa consapevolezza di essere cresciuti e cambiati? Quella stessa consapevolezza che ci fa fermare e voltare indietro, a dare un’occhiata a ciò che abbiamo costruito, che ci fa rendere conto dei traguardi raggiunti e di tutto quello che ancora ci aspetta? Eccoci a soffiare le candeline dei 18, dei 30 o dei 50 anni. Di recente è stato il turno di Stone Island, che lo scorso mercoledì 26 giugno ha brindato ai suoi 30 anni inaugurando una mostra di cui è protagonista.

Stone Island 30 è un omaggio alla creatività e all’immaginazione di Carlo Rivetti e del suo straordinario team, è un viaggio nei territori inesplorati della moda attraverso un percorso multisensoriale in otto stanze, allestito nei 2000 metri quadrati della Stazione Leopolda, a Firenze. Ma facciamo un passo indietro. Correva l’anno 1982 quando il grafico bolognese Massimo Osti, già fondatore dell’azienda e del marchio C.P.Company, famoso per essere il capostipite del casualwear per come oggi lo intendiamo, decide di volgere lo sguardo verso quelli che erano stati da sempre i suoi interessi: l’abbigliamento militare e la ricerca sui tessuti.

La sperimentazione viene concentrata sull’utilizzo di materiali inediti, come i teloni corposi dei camion, trattati con lavaggi e tinture in grado di renderli più morbidi e “indossabili”. La prima a vedere la luce è la Tela Stella, con cui vengono realizzati sette giacconi dall’appeal totalmente nuovo e non convenzionale. Stone Island inizia a prendere forma; viene battezzato il logo del neo-brand, una rosa dei venti (o compass, come molti amano chiamarla) ricamata su un patch in feltro che troverà il suo posto sulla manica o sul petto di molti capi, negli anni a venire.

Da lì è un’evoluzione continua, il piede premuto sull’acceleratore della ricerca e il desiderio di superare i confini e i limiti di tutti i tessuti finora conosciuti – o almeno convenzionalmente usati – nell’industria tessile. Carlo Rivetti è il comandante di questo “cacciatorpediniere” che dall”84 ad oggi ha tracciato tantissime nuove rotte nel mondo della moda.

Raso gommato, tessuti termosensibili o rifrangenti, spalmature, tagli a vivo e termosaldature, fino al Nylana, ai tessuti metallici, all’utilizzo delle fibre ottiche e alla tintura in capo del poliestere, a 130 gradi: questi sono solo alcuni dei traguardi raggiunti dall’azienda e che hanno portato alla nascita di pezzi come la Ice Jacket (1989), la Reflective Jacket (1992), le Silver e Bronze Jackets (1999 – la prima esposta al Centre Pompidour, n.d.r.) e la Light Jacket (2002).

Stone Island non è più solo un marchio di casualwear, scelto e divenuto popolare anche presso numerose firms inglesi e irlandesi negli anni ’90. Stone Island è un incredibile laboratorio dove la la moda sposa la tecnologia, con quel piede ancora premuto sul pedale. Buon compleanno, dunque, e altri 30 di questi anni!

Stone Island 30 dal 26.06 al 07.07 2012 presso Stazione Leopolda (Firenze) www.stoneisland.com