Urban draping: Stephanie Grace Foy

Il tatto e la vista sono fondamentali per esaminare un capo d’abbigliamento e quando l’oggetto in analisi soddisfa entrambi molto spesso si scatena un amore fortissimo. Il piacere naturalmente è soggettivo ma ci sono sensazioni che spesso accomunano tutti. Toccare un voile di seta, un jersey finissimo o un crepe de chine piace; affascina la leggerezza, la sua trasparenza e la morbidezza che solletica il tatto. Tutti questi elementi fanno parte di materiali che permettono la creazione di un drappeggio, elegante sul corpo e che riporta alla mente gli abiti eterei della tradizione greca, ad esempio.

Lavorare sul drappeggio è un’arte che i grandi modellisti sanno utilizzare e attraverso la quale si esprimono in modo – a volte – davvero grandioso. Tutti i designer si sono cimentati nel corso della loro carriera con un’analisi e uno studio approfondito del drappeggio per renderlo unico ed armonioso. Lo stesso fa Stephanie Grace Foy, designer irlandese con base a Londra specializzata in abiti da sera che ha utilizzato il suo amore per il drappeggio nella sua collezione estiva 2012, distante però nello stile dall’evening wear.

Longitude, Latitude è il concept, Stephanie ha analizzato la relazione tra le linee di latitudine e quelle di longitudine del globo terrestre e le ha rapportate con le curve della forma umana, proprio per questo si nota una forte commistione tra elementi lineari e curvi che si alternano in ogni capo con armonia. Gli aspetti contrastanti alla base sono stemperati dall’uso di materiali speciali come il Perspex e dalla scelta cromatica che prevede il rosso, il ghiaccio e l’azzurro spento.

Seppur provenendo da un mondo, quello dell’evening wear, in cui ogni capo è elaborato e studiato fin nel minimo dettaglio, l’estate di Stephanie ha un approccio urbano, tagliente ed accattivante.
Per maggiori informazioni visitate www.stephaniegracefoy.com