A Portrait of: Wallis Simpson

La mia è una storia semplice. È la storia di una vita ordinaria che è diventata straordinaria. Così inizia Il cuore ha le sue ragioni, citazione della frase di Pascal Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce, e libro edito nel ’56 che racchiude le memorie di una delle donne più discusse di sempre Wallis Simpson.

Da allora sono trascorsi oltre cinquant’anni e il suo fascino è più vivo che mai. 2012: È l’anno del giubileo di diamante di Elisabetta d’Inghilterra, ma è anche l’anno di That Woman, come la chiamava in modo sprezzante la regina madre, lei che regina per un soffio non lo è diventata davvero, per poi doversi accontentare di esserlo nel jet set. È l’anno in cui Madonna dirige un film su di lei, catturandone l’estetica, ma tralasciando dettagli scomodi, non si scava nella sua anima e, di conseguenza, non ne viene riportato a galla il carico emozionale. Questo è anche l’anno in cui in ogni sfilata s’intravede la sua ombra glamour, cosa evidente guardando la proposta per il prossimo autunno di Dolce e Gabbana.

Wallis Simpson nasce in realtà come Bessie Wallis Warfield il 19 giugno del 1896 a Blue Ridge Summit, in Pennysylvania. I genitori, sposatisi senza il consenso delle facoltose famiglie, vivono in condizioni modeste e, quando Teackle Wallis, il padre – da cui la bambina ha ereditato il nome – muore, è lo zio Solomon a farle da tutore ed a pagarle gli studi. La ragazza ama distinguersi già da piccola ed impara presto ad usare i vestiti come un’arma. È il tipo che, invitata ad una festa per bambini, chiede di indossare sul vestitino una fascia rossa, invece della tradizionale blu, solo per farsi notare dai ragazzi; che mette piume tra i capelli, camicie da uomo, papillon o monocolo. È quella che i genitori delle sue compagne definiscono una cattiva influenza. È la stessa che sceglie il nome Wallis perché troppe mucche si chiamano Bessie.

A diciotto anni è in Florida da una zia, ha quasi finito la sua rendita ed è stanca di affrontare il mondo sola e senza soldi quando incontra e sposa un pilota navale violento ed alcolizzato. Il matrimonio finisce e l’unica cosa che le resta è un tanto vociferato studio delle arti amatorie nei bordelli cinesi durante un soggiorno in Asia. Per lei flirtare è sempre stato come respirare ed, archiviato un marito, nel ’28 è ora di passare al secondo. Ernest Simpson è un uomo d’affari, colto e con frequentazioni importanti. La coppia si trasferisce a Londra, dove Wallis diventa amica della novellista Barbara Cortland che le insegna l’etichetta britannica, ma soprattutto di Lady Furness e delle sue sorelle.

Nel ’31, una di loro, durante una cena, presenta all’americana il fidanzato, un ragazzo alto, biondo e di buona famiglia. Si presenta come David, ma il suo vero nome è Edward, principe di Galles e prossimo erede al trono. Tra lui e Mrs Simpson nasce un’amicizia. I due iniziano a viaggiare insieme ed i gossip a moltiplicarsi.

È il ’34 quando, durante una vacanza alle Baleari scoppia la passione. Nessuno riesce a spiegarsi cosa il principe veda in quella donna. Wallis non è bella, ne è consapevole: “Non sono una bella donna, ma quello che so fare è vestirmi meglio di tutte le altre”. Ricorda un quadro di Balthus, Brustlein, Modigliani, Beckmann o di Kirchner. Indossa abiti meravigliosi e spesso all’avanguardia dei più grandi stilisti: Molineux, Schiaparelli, Dior, Chanel, Givenchy, Vivier, Vionnet. Se fosse viva oggi continuerebbe a portare i loro abiti, ma anche quelli di Giulietta, Miu Miu, certo Prada, Marc Jacobs, Fendi, Peter Som, Alice Temperley e Ralph Lauren.

Il suo stile si compone di grandi gioielli, rossetto rosso, Marcel waves e tea dresses. È magrissima e ne va fiera tanto da citare spesso Coco Chanel: “Non si può mai essere troppo ricchi o troppo magri”. È spigolosa, quasi androgina, con begli occhi azzurri, ma è anche elegante, colta, sofisticata, disinibita, con un passato avventuroso e con spirito, lingua e vestiti taglienti.

Lui, invece, ama il giardinaggio, suonare la cornamusa e le belle donne, ma è anche infantile e vittima della sindrome di Peter Pan. In Inghilterra la loro liaison infiamma gli animi e Wallis inizia a sentire il peso della celebrità. La chiamano spregiudicata avventuriera, arrivista, American harlot, una novella Anna Bolena e si vocifera che non sia veramente una donna, alludendo alla sua presunta mascolinità. Gli inglesi la detestano e non solo perché lei odia il tea e ha dichiarato che la regina veste come una cuoca, ogni lato ed aspetto della sua personalità viene smembrato e esposto al pubblico, ricordando La Pastorale di Rebecca Stevenson. Di fatto Mrs Simpson è troppo ambiziosa, troppo sensuale, troppo divorziata, troppo filo Germania, troppo americana, in una parola troppo Wallis.

Il peso della celebrità la opprime, così la donna lascia Londra per Parigi, città che ama perché “non dista troppo da Dior”. A dispetto dei suoi doveri e sudditi il principe continua a frequentare Wally, dando avvio ad una crisi costituzionale che minaccia la fine della monarchia. I due sono ormai inseparabili e nemmeno la morte del re li divide. Sono avvinghiati come in un’opera di Lana Sutra. Nel 1936 re Carlo muore e due giorni dopo Edward VIII sale al trono. Wallis ottiene il divorzio da Ernst e, quello che per lei resta il suo David, le chiede la mano e le dona un anello di smeraldo con inciso “adesso ci apparteniamo” , facendole così iniziare una collezione di gioielli che alla fine conterà più di 214 pezzi, il cui più famoso è forse il bracciale pantera di Cartier.

Tutti a Buckingham Palace cercano di allontanare i due, ma il futuro re dichiara di non poter vivere senza la sua Wally. Il 10 dicembre del 1936 alla radio Edward annuncia la sua intenzione di rinunciare al trono: “Dovete credermi quando vi dico che mi è impossibile portare il pesante fardello delle mie responsabilità e assolvere le mie funzioni reali senza l’aiuto e il sostegno della donna che amo”. Lui abdica e lei diventa “uomo dell’anno” per Time.

Ora i due innamorati si possono sposare. Il giorno prima del matrimonio Wallis si fa immortalare da Cecil Beaton per Vogue, indossando il celebre vestito aragosta frutto della collaborazione tra Dalì ed Elsa Schiapparelli. Alla stilista commissiona l’intero guardaroba per il viaggio di nozze, mentre l’abito da sposa è opera di Mainbocher che inventa per lei un nuovo colore: il Wallis blue, un bagno particolare, una sfumatura grigio-azzurro, per omaggiare il colore dei suoi occhi. Non poteva essere diversamente per una che è solita dire “Se siete stanche di fare shopping significa che frequentate i negozi sbagliati”.

Ha da sempre il coraggio per le novità che la vita offre, da sempre segue il motto mai spiegarsi, mai giustificarsi. Assapora la vita come i protagonisti degli scatti di Jindrich Streit. È chic, ma mai casual, anche al funerale del suo David indosserà un tailleur di Saint Laurent. Ogni giorno si fa pettinare dal famoso Alexandre de Paris, sfoggia pezzi di Bulgari, Van Cleef & Arpels, Cartier e lancia il trend del bestiario tra i gioielli. Tutti si domandano: ama il principe o la vita principesca? Probabilmente entrambi. Wally e David viaggiano, decorano, fanno shopping, danno cene dove mangiano poco e bevono molto, collezionano animali di ceramica e cani, soprattutto carlini. Diventano protagonisti di una favola e simbolo di glamour e frivolezza, ma collezionano anche ombre, una fra tutte l’incontro con Hitler. Ancora oggi molte sono le donne ossessionate dal loro amore ed in particolare da Wally, da Madonna ad Isabella Blow, mentre lei, nel periodo in cui viveva a Nassau, lo è stata di Maria Antonietta.

Wallis Simpson lascia che i vestiti parlino per lei, colleziona gioielli, cani, uomini. Proviene da una famiglia umile, ha sempre pensato di essere nata dalla parte sbagliata e ha fatto di tutto per ribaltare la sua condizione. Tutte le sue passioni sono state brucianti: quella per la moda, per i gioielli, per gli uomini. Americana, bruttina, spregiudicata, due mariti alle spalle, un lungo periodo a Shangai dove frequenta bordelli, arriva vicino a diventare regina d’Inghilterra, ma si deve accontentare del titolo di duchessa e di regina dei salotti mondani. Mrs Simpson resta una figura enigmatica, ma anche una donna che ha seguito con fierezza ed ostinazione le ragioni del suo cuore, senza mai soffermarsi sul prezzo che avrebbe pagato per farlo.