La Terza Dimensione di Issey Miyake

Sembra che il connubio tra cultura giapponese e moda all’avanguardia abbia trovato una nuova dimensione, è il caso di dirlo. Il designer giapponese Issey Miyake ha da poco vinto il Design Of The Year 2012 Awards della categoria Fashion presso il Design Museum di Londra con la collezione Spring Summer 2012 della linea 132.5.

Questo progetto, che ha riportato lo stilista al timone creativo della griffe dopo averlo abbandonato nel 1999 per dedicarsi alla ricerca, è realizzato in collaborazione con il Reality Lab, innovativo team di sviluppo fondato dallo stesso Miyake nel 2007, e Jun Mitani, scienziato informatico che ha programmato un software in grado di ricostruire figure geometriche partendo da una base bidimensionale.

Il risultato è questa sofisticata serie di numeri, ognuno posto ad assumere un significato ben preciso: 1 (un) pezzo di tessuto giunge ad avere 3 (tre) dimensioni, nonostante in partenza ne avesse solo 2 (due). Il capo finito viene, poi, indossato in un secondo momento, esterno alla fase di realizzazione e numericamente idealizzata con il 5, l’extra dimensione ipotizzata dallo scienziato Theodor Kaluza per riunire le teorie dell’elettromagnetsimo e della gravitazione.

Il risultato è uno dei migliori mai realizzato da Miyake: una serie di abiti dallo stile non troppo minimale, caratterizzati da vaporosità e contrasti dimensionali degni di un’installazione artistica. Il capo sembra, di primo impatto, un semplice pezzo di origami di tessuto senza volume, quasi come fosse uno scarto di produzione lasciato e dimenticato sul piano di lavoro.

Appena si procede con lo sviluppo, però, la bidimensionalità lascia spazio alla tridimensionalità dell’abito, ottenendo le forme che Miyake voleva affidargli. Il processo di sviluppo 3d lascia lo spettatore sbalordito dinnanzi alla possibilità, eccentrica e ingegnosa, di poter creare da una geometria piatta e banale, una scultura solida e massiccia davanti ai nostri occhi, pronta per essere indossata.

La collezione si sviluppa essenzialmente sui toni del nero, del blu e dell’ocra, anche se il designer tende a sfuggire da queste schematicità, interagendo con altre nuance d’effetto, come il rosa. I capi proposti non si limitano, inoltre, ad abiti lunghi, ma spaziano tra top, bluse, pantaloni e gonne, portando la teoria della tridimensionalità ad abbracciare un design più complesso e d’impatto.

Attento anche ai bisogni e alle necessità dell’ecologia, il designer giapponese utilizza solo ed esclusivamente materiali ecosostenibili, tra cui la carta, elemento cardine di tutta la collezione in quanto simbolo storico della cultura dell’origami, e le bottiglie riciclate in plastica PET.

Recentemente, infine, Miyake ha espanso la sua teoria del 132.5 anche al design vero e proprio, allestendo il Issey Miyake Paris Royale Shop con lampade di origami sviluppate in tre dimensioni in occasione del Designer’s Day di Parigi.