Un tè con Terra Naomi

In concomitanza con l’uscita del nuovo album, Live & Unplugged, l’artista fenomeno del web Terra Naomi (milioni di visualizzazioni e YouTube Award per Say It’s Possible) torna in Italia per alcune date del suo tour, dimostrando il forte legame che la unisce al nostro paese.

Noi l’abbiamo incontrata per fare il punto della situazione, rubandole qualche anticipazione sul nuovo studio album, ancora in fase di progettazione, e altre chicche che non potete assolutamente perdervi.

Cosa significa oggi essere un’artista indipendente, senza una casa discografica alle spalle e con un grande bagaglio di responsabilità?

Significa che ogni singolo aspetto della mia carriera è nelle mie mani. Ci sono lati positivi, e altri non propriamente tali, come potrai immaginare.

Sei diventata “famosa” con uno dei tuoi home video su YouTube, Say It’s Possible, del 2006. Hai anche avuto il tuo momento di celebrità come artista nel roster di una major. Cosa ti ha spinto a diventare imprenditrice di te stessa?

Ho sentito che la direzione che stavo prendendo con la casa discografica, non era quella che volevo per me, così ho sentito il bisogno di trovare la mia strada e capire meglio chi fossi, cosa volessi creare e soprattutto il motivo per cui ancora oggi faccio musica. Piccole cose, insomma. Queste domande mi hanno fatto capire quanto fosse inutile avere attorno un grande team di persone senza essere sicura delle scelte da intraprendere, perciò ho preso del tempo per capire, e ora penso di sapere e sono pronta a rimettermi in gioco.

Sei qui in Italia per promuovere il tuo nuovo live album, un piccolo regalo ai tuoi fan che raccoglie l’essenza della tua arte: la musica nella sua versione più acustica, più “spoglia”. Preferisci la sala di registrazione o il palco?

Preferisco il live. Sebbene abbia avuto modo di vivere dei bei momenti anche in studio. Non c’è niente di paragonabile alle performance dal vivo. È la miglior sensazione che si possa descrivere, e la ragione per cui probabilmente sono single (ride). È dura per chiunque dover competere con la soddisfazione che raggiungo quando mi ritrovo in una stanza piena di persone che aspettano di ascoltare la mia musica. La connessione, la comunicazione, la sensazione di essere presenti in quel momento, per me, non hanno eguali.

Da Say It’s Possible hai virato verso un sound più pop. Con questo live invece “ti spogli” nuovamente di tutto ciò che è superficiale. Cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo studio album?

Qualcosa di assolutamente nuovo, un suono che rimanga fedele all’essenza grezza ed emozionale delle mie performance acustiche, con una produzione speciale che faccia da ornamento senza levigare il ruvido delle mie canzoni. Sto valutando diverse idee, suoni orchestrali, altri più uptempo, tante cose differenti. E sto sfruttando ogni lato della mia voce ora, come si può sentire nel live album, con una tonalità più alta che mai avevo usato prima. Ho un’estensione vocale di quattro ottave, e sto usando tutta la scala e le sfumature della mia voce per esprimere al meglio le diverse emozioni.

Quando ascoltiamo la tua musica, possiamo sentire la semplicità di artisti come Indigo Girls o Ani Di Franco. Quali sono i tuoi idoli musicali? C’è qualcosa che ti piace della musica italiana?

Amo i due artisti che hai menzionato. Mi piacciono anche i classici cantautori come Joni Mitchell, Bob Dylan, Linda Rondstadt, Simon and Garfunkel, e artisti soul come Sam Cooke, nonché le pietre miliari del country, Johnny Cash, Merle Haggard e Willie Nelson. Amo la sincerità e la purezza, sebbene si tratti spesso del tipo di canzone più difficile da scrivere. D’altronde, dire qualcosa di semplice e sensato è più difficile di esprimere concetti astrusi ma senza senso. Poi amo l’emozione della musica italiana. Ho studiato Opera per la prima parte della mia vita, sono un soprano lirico di coloratura e mi è capitato spesso di dovermi esibire in pezzi italiani. L’emozione nella musica italiana sembra essere un riflesso diretto della passione insita nella cultura del vostro paese, e che continua anche nella scena pop attuale. Amo l’aspetto emozionale, e credo sia la ragione per cui gli spettatori italiani dei miei concerti riescono con facilità a connettersi con la mia musica e con me, come artista.

Progetti per il futuro?

Seguire i miei principi e andare dove sono diretta.