E-movie: Cloudburst

A ridosso del ventiseiesimo Festival MIX Milano, che si terrà dal 22 al 28 giugno presso il Teatro Strehler di Milano, torna la nostra rubrica E-Movie con uno dei film in rassegna, Cloudburst, del regista americano Thom Fitzgerald.

Tra le diverse e promettenti pellicole che verranno proiettate quest’anno durante il “Festival di cinema gaylesbico e queer culture”, Cloudburst – vincitore di importanti riconoscimenti – è quello dove il sentimento, spogliato dalla sua concezione carnale, emerge in maniera talmente forte da poter garantire un target più ampio su cui puntare per proporre la parola “tolleranza”.

Con una soundtrack di artisti rappresentativi per la scena lgbt, quali Jay Brannan e k.d. lang, l’artista canadese e orgogliosamente lesbica che viene citata in una scena particolarmente divertente del film, Cloudburst riflette sulla questione relativa ai diritti civili, senza dover sfruttare necessariamente l’aspetto politico. Stella (Olympia Dukakis) e Dot (Brenda Fricker) sono infatti una coppia lesbica, insieme da più di 30 anni, che dovrà affrontare un momento di distacco temporaneo dovuto alla loro condizione “di fatto” e non di diritto.

Il film racconta l’amore ostinato, quello che non teme il tempo né le convinzioni sociali. Dotty è ormai cieca e sua nipote Molly decide di ricoverarla in una casa di cura, noncurante del ruolo di Stella, che però non ci sta. Così, dopo aver “rapito” Dot, Stella decide di portarla con il suo vecchio pick-up dal Maine al Canada, luogo dove le due potranno sposarsi e quindi decidere finalmente l’una per l’altra.

Durante questo viaggio à la Thelma e Louise, le due incontrano il giovane ballerino newyorkese Prentice, anch’egli in attesa di raggiungere la madre malata.

Nel cinema lgbt attuale, Cloudburst rappresenta una piacevole sorpresa. Nonostante gli aspetti più commoventi, la pellicola è mossa da un sentimento positivo, quello del ricongiungersi con la propria metà, in maniera ironica e senza cadere nella trappola dell’ovvio che, ahinoi, continua ad alimentare alcuni stereotipi rappresentatevi del singolo e non di un’intera comunità.

Se volete ridere e commuovervi con questo bellissimo film, potete farlo giovedì 28 giugno, alle ore 21:00, presso il Piccolo Teatro Strehler. Noi non mancheremo.