A chiacchiera con Pénélope Bagieu

Pénélope Bagieu, fumettista e blogger francese, arriva in Italia con due graphic novel, Josephine e Un Amore di Cadavere, editi da Hop! e da Rizzoli Lizard, dopo aver ottenuto un ottimo successo, inaspettato, nella sua Francia.
Penelope con i suoi disegni cerca di raccontare le storie e le vite di tutti i giorni di ragazze alle prese con amori andati a male, con goffe situazioni e con lavori poco gratificanti.
Noi di Enquire abbiamo voluto farci raccontare da lei stessa come nasce la sua passione per il fumetto, di come nascono i personaggi delle sue storie e di progetti più o meno futuri.

Pénélope comincia con il raccontare chi sei e cosa fai.
Il mio nome è Pénélope, ho 30 anni, vivo a Parigi e sono un’autrice di fumetti.

Come nasce la tua passione per il fumetto, e come si è sviluppata nel corso del tempo?

È cominciata da poco in realtà! Quando ho iniziato a pubblicare fumetti, ero in qualche modo costretta a mostrare dell’interesse verso questo mondo, fino a quel momento per me inesplorato, e mi sono accorta di tutto ciò che mi ero persa in questi anni! Da quel momento in poi sto cercando di recuperare, dedicando molto del mio tempo alla lettura di fumetti classici e non solo.

Ci racconti la tua giornata tipo all’interno del tuo studio? Ti immaginiamo immersa in fogli e matite.

Paradossalmente non ho ne una matita ne un pezzo di carta (lavoro solo con computer e photoshop). Durante la mattinata, libera da impegni d’ufficio, mi occupo di appuntamenti, interviste ecc., mentre il pomeriggio, in ufficio insieme a miei quattro amici, lavoriamo su progetti che ci vengono commissionati e mi dedico ai miei fumetti.

Oltre alla passione per il fumetto e per il disegno, hai diretto un corto, collabori con una nota rivista francese (Elle) e gestisci un blog tutto tuo in cui metti sotto forma di fumetto la tua vita di tutti i giorni. In un unica parola freneticità, ma gerarchicamente a cosa ti dedichi con maggiore dedizione?
Di certo scrivere fumetti viene prima di tutto. È ciò a cui dedico maggior tempo nelle mie giornate e a cui mi concentro maggiormente.

La trama del tuo graphic novel (Un amore di cadavere) incuriosisce e porta dritti a un finale in cui ne escono vittoriose la furbizia e l’orgoglio tutto al femminile. Hai voluto rappresentare in qualche modo la rivalsa femminile sul mondo maschile (rappresentato nel graphic da un brutto ceffo, il ragazzo di Zoe, un pazzo scrittore e dagli ‘arrapati’ che frequentano le fiere in cui Zoe fa da hostess)?
Beh, ad essere onesta per me l’eroe della storia nonchè il personaggio che ho creato e pensato per primo e a cui sono più affezionata è Thomas, l’autore. Il personaggio di Zoe, invece, è spuntato dal nulla, dopo che ho trovato la necessità di dover raccontare la storia dal punto di vista di un altro soggetto che non fosse Thomas. Però è il suo personaggio  che con la sua vulnerabilità, il suo bisogno d’amore e di fama mi tocca maggiormente. Per me Thomas non è altro che una vittima.
Andando a ritroso troviamo Josephine. Un fumetto divenuto un caso editoriale nella tua Francia. In molti accomunano il personaggio di Josephine a Bridget Jones, Carrie Bradshaw e Ally McBell. Ti sei ispirata a uno di questi tre personaggi per la sua realizzazione, è solo frutto della tua immaginazione o c’è dell’autobiografico?
No, per la sua realizzazione non mi sono assolutamente ispirata a personaggi come Bridget o Carrie, ne tanto meno a me stessa. Direi piuttosto che è il risultato di alcune caratteristiche prese da varie mie amiche.

Avresti mai pensato che i tuoi fumetti ottenessero tanta fama, tanto da essere tradotti in film?
Ovviamente no! E tutto questo lo trovo semplicemente incredibile!

Per finire cos’hai in cantiere, artisticamente parlando, per i prossimi mesi, anni?
Sto lavorando a un nuovo fumetto con un amico/idolo Joann Sfar e inoltre a breve comincerò a disegnarne uno tutto mio. Di sicuro non avrò molto tempo libero in cui pensare “che posso fare?!”