Rodarte e i girasoli di Van Gogh

Le sorelle Mulleavy sono da sempre abituate a creare abiti capaci di stupire l’osservatore. Dopo la loro esperienza con i costumi de “Il cigno nero”, il thriller che ha permesso all’attrice Natalie Portman di vincere un premio Oscar, Kate e Laura – questo il nome delle due designer – hanno continuato la loro esperienza nel mondo della moda, portando avanti il brand che avevano già creato nel 2005 a Los Angeles: Rodarte.

Le due hanno spientemente plasmato la Spring Summer 2012 ispirandosi a quella che, per loro, era la chiave universale per poter accedere al cuore dei trend estivi: Van Gogh. Il noto pittore olandese, famoso soprattutto per la sua tecnica pittorica e per i suoi dipinti rappresentanti sconfinati campi di girasoli incorniciati da un malinconico cielo blu intenso, ha dato inconsapevolmente una mano al duo di Rodarte per questa collezione, indirizzandole verso l’universo del suo immaginario.

Osservando la sfilata, infatti, è ben chiaro il rimando alle opere del grande artista: le due l’hanno citato, infatti, in numerose occasioni, ma soprattutto con lo straordinario abito azzurro che adatta al corpo femminile “Notte stellata”, quadro del 1889, in cui Van Gogh rappresenta il cielo notturno sopra la città di Saint-Rémy-de-Provence. Tuttavia non è il solo: sulla passerella sfilano anche i suoi famosi girasoli, avvolti dall’azzurro del cielo olandese. Sono gli elementi della natura vangoghiana i veri protagonisti di questa collezione.

Ma Rodarte non si ferma qui. Gli altri abiti presentati sulla loro runway sono una sovrapposizione di più tessuti tra loro, incrociandoti e avvolti in previsione di uno spazio che, prontamente, rimane scoperto, mostrando il corpo della donna in tutta la sua naturale eleganza.

La donna Rodarte, per questa stagione, assume un evidente connotato bon-ton, quasi volesse ritornare all’epoca serena e rassicurante del Secondo Dopoguerra, ovviamente rivisitato in chiave Mulleavy. Ecco, quindi, che ci si lascia alle spalle la pesante crisi economica per volgere lo sguardo verso un futuro – o un possibile presente – fatto di feste e famiglia, in cui la perfetta padrona di casa sfoggia abiti con gonne a ruota, tenute saldamente alla vita, e corpetti più morbidi del solito. Kate e Laura non tralasciano, però, anche l’aspetto elegante delle serate estive, e propongono abiti lunghi dai toni sgargianti, a tratti acidi, talmente svolazzanti da rendere la figura di chi li indossa etera e leggiadra.

La sfilata si chiude con otto abiti, uno di fianco all’altro, immobili nella loro leggera plasticità. Guardandoli, sembra di ritrovarsi dinnanzi ad una delle bianche pareti del Museum of Modern Art, mostrante otto aggraziati dipinti capaci di farci lasciare i problemi alle spalle e vedere tutto come se stessimo camminando a piedi nudi in un campo di girasoli.

www.rodarte.net