Patchwork senza paura, Michael van der Ham

Michael van der Ham dipinge un esteticamente impeccabile manifesto del colore, dove il patchwork diventa pura classe e l’accostamento si libera dalla paura di osare. Proveniente dalla fabbrica di talenti Central Saint Martins di Londra, Michael van der Ham ha fatto la sua gavetta da Alexander McQueen e Sophia Kolosaki.

Al contrario di quanto accade solitamente, van der Ham si è distaccato piuttosto decisamente dallo stile delle due maison con le quali ha lavorato e ha dato alle sue creazioni un’impronta già netta fin dalle prime collezioni. Per il designer olandese un abito è un’opera tridimensionale, fatta di mix and match più o meno azzardati e di collage di colori, tessuti e tagli che esplodono in un turbine di raffinata stravaganza.

Non c’è spazio per il timore nel parco giochi della moda di Michael van der Ham, dove gli unici limiti sono quelli del buon gusto e della ricerca di un equilibrio formale che dia valore di eleganza alle sperimentazioni cromatiche e tessili. Nessuna nostalgia per la moda del passato, solo un’attenzione per la contemporaneità e un occhio concentrato a catturare ispirazioni da imprimere sulla stoffa.

Nella collezione PE 12 le linee bon-ton dei mini dress, i tagli classici dei capri pants e la femminilità morigerata delle bluse accollate si accendono e ospitano fantasie, fiumi di colore, pattern che sembrano tramutarsi in dipinti e inserti che disegnano nuove traiettorie.

I capi di Michael van der Ham sono graziose calamite di buonumore e radiosità, piccoli poemi di stile e fantasia fatti per essere indossati con spensieratezza e leggerezza.

Il sito www.michaelvanderham.com